Nel 1964, il poeta Joseph Brodsky, allora ventiquattrenne, è giudicato per quello che il regime sovietico qualifica come « parassitismo sociale » ed è condannato a cinque anni di lavori forzati nel Grand Nord della Russia sovietica. La giornalista Frida Vigdorova è presente al processo e prende discretamente nota del suo svolgimento, nonostante il divieto del giudice. Il suo resoconto, diffuso largamente in U.R.S.S. ma anche in Occidente, mobilita fortemente l'intellighenzia, il che permetterà a Brodsky di essere liberato dopo diciotto mesi di detenzione. Basandosi su questo documento, il film torna su un episodio storico che risuona in modo forte con il periodo che stiamo attraversando, periodo che vede i regimi autoritari svilupparsi in modo generalizzato.
Philippe Van Cutsem è cineasta, artista plastico e insegnante. Dopo aver studiato pittura e disegno e frequentato la Scuola di Recherches Graphiques, ha allargato il suo campo di attività al cinema, all'incrocio del documentario e delle arti visive. Molti dei suoi film, come Nouveau monde, Le Récit de mon père e Albert, berger, trattano di questioni legate alla memoria, alla sua trasmissione e al suo impatto sul presente.