Centre culturel de Namur (Abattoirs de Bomel), Namur
Da sola in scena, Lucile Charnier parte da un territorio intimo: un'infanzia nello Giura in cui si danza e si canta, in cui si condivide la tavola, ma in cui ci si parla poco. Si ride, si protegge, si ama e si tace. Sul palcoscenico, convoca una famiglia in cui regnano i segreti e i non-detti intorno alla malattia.
Da questa materia sensibile e dal suo lavoro nell'arte e nella salute intorno al canto in oncologia presso l'Institut Bordet, tesse un'autofiction vibrante, in cui le voci delle pazienti e dei pazienti incontrati si mescolano ai ricordi familiari e al folklore giurassiano. Vi si parla d'amore taciuto, di cure, di protezione delle persone in seno alla famiglia, di lutto trasformatore. Vi si impara a guardare con dolcezza la malattia. Vi si fa flirtare il cancro con la bellezza e la gioia.