Fabrice Murgia torna al Théâtre National con una creazione che unisce respiro epico e realismo di un racconto profondamente incarnato. Un'esistenza quasi interamente sottomessa alla violenza istituzionale e alla reclusione. Dall'infanzia, Loutfi, oggi 44enne, ha inanellato i collocamenti da un'istituzione per minori all'altra, fino a fare diversi soggiorni carcerari. Nel corso degli anni, emerge in lui il desiderio di raccontare la sua storia e di farne nascere una forma destinata alla scena. Il suo incontro con Fabrice Murgia accompagna e sviluppa allora questo progetto di trasmettere, attraverso un racconto singolare, un'esperienza della reclusione e una riflessione sensibile sulla vita "fuori". Concepito per un palcoscenico a misura d'uomo, in grande prossimità con il pubblico, Je suis un voleur fa sfilare gli episodi della vita di Loutfi come tanti quadri portati dagli interpreti. Attraverso questa traiettoria fuori norma, quasi romanzesca, è un'intera parte degli ambienti chiusi che si rivela con le sue violenze e i suoi vicoli ciechi sempre di attualità. Coproduction Théâtre National Wallonie-Bruxelles
Coprésentation La montagna magica In sintesi Loutfi ha passato gran parte della sua vita rinchiuso. Fin dalla sua prima infanzia, ha vissuto in istituzioni e in prigione. Oggi, vuole raccontare il suo percorso in scena. Una testimonianza forte su ciò che significa vivere privati della libertà. Cosa si diventa quando ci si ritrova finalmente fuori?
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