“To do what to do what to do what to do…” P2, il nuovo di Pitou suona più scuro, ballabile, e un po' come la colonna sonora ideale per una congrega di streghe moderna. Lo porta nella Balzaal a De Vooruit. Vieni a ruggire un po' nell'universo multistrato della cantautrice olandese.
L'ultima volta che abbiamo visto Pitou, era in una chiesa nel Nederlandse Groningen. Era lì su Eurosonic Noorderslag, quasi il più grande festival per talenti emergenti, per presentare il suo ultimo, ‘P2’. Abbiamo pensato che fosse strano, perché la stella di questa vicina del nord è in ascesa da un po'. Lo deve soprattutto al suo mix contagioso di linee vocali folcloristicamente ammalianti su musica che suona ora acustica, ora elettronica. Per non parlare della sua presenza scenica. ‘’Quella la vogliamo di nuovo da noi’’, abbiamo detto allora, e così è successo.
Pitou ha già raccolto molte lodi nel 2023 con il suo album ‘Big Tear’, che ha conquistato un posto in diverse liste di fine anno (‘Uno dei più bei album indie pop contemporanei di questo momento.’ – Madame Figaro, FR, ‘un album di classe mondiale’ – Volkskrant, NL). In ‘P2’, uscito il 20 marzo 2026, lascia correre ulteriormente le sue emozioni e creatività. È una giostra piena di euforia, su cui la gioia di vivere e la malinconia trovano la loro strada verso la pista da ballo.
Il suo background musicale molto specifico – cantare in un coro di bambini classico e viaggiare con i suoi genitori – durante il quale portava a casa cassette di artisti maliani, senegalesi e indiani – ha portato a un universo musicale riconoscibile, dove la sua voce caratteristica, melodie uniche e progressioni di accordi vanno di pari passo con testi intuitivi e poetici.
Dal cacofonico primo singolo 'Too Good To Go' ai brani eterei 'Pirate' e 'Morning Star', il maestoso 'Restlessness' e il maniacale 'To Do What' – ‘P2’ è ora ammaliante e intimo, ora estasi contagiosa. Vieni e lasciati trasportare.
Pitou non viene da sola. Maggiori informazioni sul supporto seguiranno più tardi.