Esclusivamente per la sua città adottiva Lovanio, il cantautore Jonas Winterland – dopo cinque anni di silenzio a causa di problemi di udito – presenta il suo album di ritorno Nieuwe planeten om thuis te komen. Una prima unica in cui, tra gli altri, Jente Pironet (Portland) e – manteniamo ancora segreto il suo nome – la migliore voce della storia del Belpop verranno a festeggiare. Con quattro album, un milione e mezzo di stream, una nomination ai MIA e fan come Raymond Van het Groenewoud e Tom Barman, Jonas Winterland ha costruito un pubblico fedele dal 2013 con i suoi testi poetici e classici come Mensen zijn gemaakt van dun papier. Il suo piano era chiaro: continuare a scrivere diligentemente il suo repertorio musicale. Fino a quando, nel 2020, il destino ha colpito: a causa di un'improvvisa perdita dell'udito, Winterland non ha potuto ascoltare musica per quasi un anno, figuriamoci scriverla. Dopo un lungo e graduale processo di recupero, si è lasciato definitivamente alle spalle i problemi di udito e ha finalmente potuto concentrarsi su un nuovo disco. Con il produttore Nicolas Rombouts e una squadra di musicisti di alto livello, si è preso il tempo per cercare il suono autentico che insegue fin dal suo debutto. Nieuwe planeten è diventato un album cantautorale senza tempo, in cui tutte le influenze di Jonas – EELS, Bonnie Prince Billy, Spinvis, Wilco – traspaiono riccamente. A volte suona completamente essenziale, altre volte piacevolmente rock. La produzione non ostacola mai i testi raffinati. Nieuwe planeten sembra un secondo debutto di un cantautore esperto. E anche una dichiarazione: questo è ciò che rappresenta Jonas Winterland. Aure
De Franse la cantautrice Aure crea musica che si dispiega tra luce e ombra: intima, minimalista e profondamente poetica. Nella sua voce e nel suo modo di suonare la chitarra risuona la forza essenziale che conosciamo da artisti come Atahualpa Yupanqui, Facundo Cabral e Leonard Cohen, mescolata al misterioso chiaroscuro di Lhasa, Jessica Pratt e Nico. Intreccia lingue e tradizioni in un universo che appare allo stesso tempo fragile e preciso. Quel mondo prende una nuova forma in printemps, il suo prossimo album di debutto su Mayway Records. Per questo disco ha creato il proprio mondo visivo, ispirato dalla fotografia di Graciela Iturbide, Wings of Desire van Wim Wenders e dai collage di Katrien De Blauwer. Dal vivo, Aure dà vita a quella semplicità atmosferica in un concerto che sembra più un incontro silenzioso che un'esibizione: sobrio, onesto e risonante a lungo dopo l'ultima nota. Per i fan di Jessica Pratt e Leonard Cohen