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La Parabole du seum Teatro

La Parabole du seum

mer 16 dic 2026 · 19:00
Théâtre National Wallonie-Bruxelles, Brussels
€20–40
La Parabole du seum è un tentativo di sopravvivenza. Un tentativo avviato ai margini, a partire da esperienze di vita che si oppongono alla norma e al modo in cui quest'ultima ci schiaccia. Di fronte all'ascesa del fascismo (e al fascismo già presente tra noi), Rébecca Chaillon non offre né programma né conforto. Condivide un'esperienza: quella di individui alle prese con un mondo troppo vasto, troppo pesante, troppo pressante, nonostante il loro desiderio di leggerezza. Tra cielo e terra, i tetti della Seine-Saint-Denis, dipartimento 93, ospitano antenne paraboliche puntate verso un luogo lontano, già saturo, frammentato e occupato. Uno spazio segnato dalla storia coloniale francese, dalla negligenza dei servizi pubblici e dalla marginalizzazione organizzata, ma anche da strategie di vita che inventano senza sosta nuove tecniche di sopravvivenza. Di fronte alla razionalità materialista e alle norme monoteiste di potere e purezza, il sincretismo religioso, le credenze ibride e i rituali secolari funzionano come una resistenza poetica e politica, mezzi per lasciare respirare l'anima. In La Parabole du seum, il cielo è allo stesso tempo il luogo da cui si abbattono le catastrofi – uragani, inondazioni, catastrofi dette «naturali», che non smettono di mettere a nudo le stesse linee di frattura e divisioni – e i nuovi territori dell'imperialismo occidentale. Se il cielo è scatenato e non è più vuoto, quale spazio resta per proiettare le nostre convinzioni? Tra gravità e leggerezza, Rébecca Chaillon compone una parabola divertente e feroce: se non una lezione, almeno una parabola dell'amarezza. Montreuil, gennaio Nota sul titolo La Parabole du seum: In francese, la parola «parabole» designa sia una «parabola» che una «antenna parabolica». «Seum» è una parola derivata dallo slang francese che deriverebbe dalla parola araba che significa «veleno» o «veneno». È usata per esprimere sentimenti di rabbia, frustrazione e amarezza. Il titolo La Parabole du seum fa anche riferimento al romanzo di Octavia Butler «Parable of the Sower» pubblicato in francese con il titolo: « La Parabole du Semeur ». (Notate che «semeur» è foneticamente vicino a «seum».) • Rébecca Chaillon è regista, autrice, performer, membro del collettivo RER Q e Scorpione ascendente Toro. L'attivismo, i dibattiti e la nudità sul palco sono la sua seconda natura. Il suo lavoro artistico si articola attorno al teatro, alla performance e alla poesia, ed esplora le relazioni fondate sulla dominazione così come la lotta contro la discriminazione. Ama lavorare sui desideri e le violenze che si esercitano sui corpi, con molto amore, umorismo e cibo. La sua compagnia Dans Le Ventre, fondata nel 2006, si vuole una piattaforma di esplorazione artistica delle identità marginalizzate all'interno della nostra società. A partire da un approccio molto personale alla scrittura, i cui temi sono allo stesso tempo intimi e politici, ha creato opere che hanno preso diverse forme, tra cui: L’Estomac dans la peau (2011), uno spettacolo solista sulla bulimia, Où la chèvre est attachée, il faut qu’elle broute (2018), un pezzo atletico e artistico che esplora la discriminazione attraverso il calcio femminile, Carte noire nommée désir (2021), un pezzo performativo sulla costruzione dei desideri nelle donne nere; Plutôt vomir que faillir (2022), sulla pubertà come modo di rimettere in discussione il mondo creato da e per gli adulti, e più recentemente, La Gouineraie (2025), una performance co-firmata da Salderan che decostruisce il mito della famiglia rurale tradizionale e che è stata anche presentata al Kaaitheater.
Prossime date
mer 16 dicgio 17 dicven 18 dicsab 19 dic
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Luogo
Théâtre National Wallonie-Bruxelles
Boulevard Emile Jacqmain, 111, 1000 Brussels
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