L'Aleph Quintet riunisce cinque musicisti dai percorsi ricchi e vari, stabilitisi a Bruxelles, attorno a un progetto musicale all'incrocio delle culture. La loro musica tesse un legame sottile tra ritmi ipnotici, armonie moderne e tradizioni nordafricane, in una costante ricerca di autenticità.
Dopo il successo del loro primo album Shapes of Silence, acclamato dalla critica e premiato numerose volte (Jazz Magazine, JazzNews, Le Soir…), il gruppo conferma la propria identità con Hiwar («dialogo» in arabo). Questo nuovo lavoro esplora l'incontro di eredità e sensibilità attraverso una fusione audace tra jazz contemporaneo e musiche tradizionali.
Presente sulla scena internazionale (Europa, Medio Oriente, Afrique du Nord), l'Aleph Quintet propone un concerto intenso e vissuto, in cui ogni musicista contribuisce a un dialogo vivace tra culture, epoche ed emozioni — un invito al viaggio, nel cuore del festival. instragram
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"Un'elegante fusione di jazz moderno e musica tradizionale nordafricana (...) Un album che possiede una visione collettiva potente, radicata e contemporanea. Sul magnifico tappeto tessuto dal basso e dalla batteria, il violino, il pianoforte e l'oud si esprimono con un'inventività e un'eleganza rare, abbozzando melodie superbe e impreziosendole con improvvisazioni fiammeggianti. È un album da ascoltare più volte, poiché tanti tesori si scoprono solo al secondo o al terzo ascolto". JC Vantroyen, Le Soir, aprile 25
Da ascoltare "“Hiwar”, il nuovo album del gruppo Aleph Quintet celebra culture, eredità e innovazioni" Interview de Théo Zipper di Fabrice Grosfilley, "Bonjour Bruxelles", Bx1, aprile 25 Avec Akram Ben Romdhane oud
Marvin Burlas violino
Wajdi Riahi pianoforte
Théo Zipper basso
Diogo Alexandre batteria
+ Joao Barradas fisarmonica