Nel 2025 il nonno di Sara Salvérius annunciò il giorno e l'ora della sua morte. Aveva richiesto l'eutanasia e sapeva quindi esattamente quando avrebbe esalato il suo ultimo respiro. La premonizione dell'imminente addio non è stata per Sara solo l'inizio di un processo di lutto personale, ma anche l'avvio di una ricerca sulla cadenza che dà ritmo a ogni vita: il respiro.
Spinta dall'ambizione di scrivere di nuovo per un organico più ampio, dal 2026 riunisce quattro fiati di diversa estrazione.
Insieme esplorano il vento che soffia attraverso i loro strumenti - a volte con il tono malinconico di un'ultima parola sussurrata, a volte con il carattere esuberante di una fanfara. Tra composizione e improvvisazione celebrano la vita, l'addio e la morte. Perché tutto è respiro.
CONSIGLIO: venite prima da Nouter Bar per un pasto delizioso.