Grof Geschud è tornato con il nuovo spettacolo VIEREN. Il numero quattro già. E sì, c'è tutto da festeggiare: ci sono bambini, un tetto solido sopra la testa e la relazione tra i due è più stabile che mai ora che sono stati promossi da ex a "famiglia allargata" l'uno dell'altro. Ok, che Myrthe sia diventata la madrina del figlio di Lander e che Lander non potesse nemmeno essere presente al matrimonio di Myrthe, era forse una cosa. Ma Lander non è fortunatamente per nulla amareggiato per questo. Ha infatti ricevuto una chiavetta USB con la cerimonia nuziale. Che tra l'altro non ha ancora guardato (secondo Myrthe). Grof Geschud si immerge in VIEREN nel loro noto modo onesto fino al midollo nelle nuove tensioni della loro vita. Quando lasci andare il tuo passato da ex e dove inizia l'amicizia, o addirittura il legame familiare, e cosa ti aspetti l'uno dall'altro in quel nuovo ruolo? Come compensi la mancanza della tua famiglia di sangue quando cresci una nuova vita? E se quella famiglia c'è, ed è abbastanza presente, festeggiamo allora a tutti i costi quel legame familiare o è meglio lasciarlo festeggiare? Perché sai cosa dicono: la vita è una festa, devi solo impiccare la tua famiglia da solo. Grof Geschud = Lander Severins e Myrthe van Velden. Lander: belga, nato nel 1996, cresciuto nei boschi del Zoerselse Kempen è sempre alla ricerca dell'insieme nell'attuale società individualista. In un intimo addio in una stazione ferroviaria affollata. Negli storni in un sole serale. In due estranei per strada. Il patetismo è dietro l'angolo, quando scrive testi biografici ma oh oh oh che ridere con questo ragazzo. E piangere, anche quello. Myrthe: olandese, nata nel 1996, cresciuta tra le mucche, pascoli abbandonati e tagliata fuori dal mondo abitato, trasferitasi a Utrecht ma non riuscendo mai a scacciare l'Achterhoek dal suo cuore, mantiene un fascino per la desolazione: la natura abbandonata ma soprattutto l'uomo abbandonato. Cosa non si fa pur di non sentirsi soli. Inoltre è una ragazza molto socievole. Team artistico: Minou Bosua, Thomas van Caeneghem, Tim Clement Licht & suono: Geert Custers Beeld: Noortje Palmers