Da più di un secolo, il Cleveland Symphony Orchestra figura tra i cinque maggiori orchestre americane. È di ritorno a Bozar, a dieci anni dalla sua ultima visita, in compagnia del direttore d'orchestra austriaco Franz Welser-Möst. Questa volta, interpreta il poema sinfonico Orphée de Liszt, simbolo della potenza incommensurabile della musica. Selon Brahms, non bisogna lasciarsi ingannare dall'atmosfera pastorale della sua Deuxième Symphonie del 1877, che tende a distogliere l'attenzione dalla sua dimensione malinconica, il suo «Weltschmerz», che avvolge tromboni e timpani. Il soprano sudafricano Golda Schultz svela la cupezza che, anch'essa, aleggia sui Vier letzte Lieder de Richard Strauss, una delle sue ultime composizioni. La morte vi si invita come un'ombra: «Ist dies etwa der Tod?» («Sarebbe questa la morte?»).