Con ‘White Paper’ Tuur Florizoone e Anu Junnonen presentano un primo album tanto atteso e giocano così la loro carta vincente: radici solide!
25 anni di amicizia no-nonsense e collaborazioni musicali portano a una storia sincera e avventurosa in 12 canzoni sensibili. ‘White Paper’ respira vicinanza, vulnerabilità e una forte interazione che fa sospettare le origini di entrambi i musicisti: jazz, world, pop e musica da camera contemporanea.
Per ‘White Paper’ hanno scelto decisamente nuovo materiale. Anu Junnonen ha scritto i testi, Tuur Florizoone ha composto la musica tranne per alcune canzoni. Con ciò hanno lavorato routinariamente per alcuni mesi. La fisarmonica è diventata voce, le parole hanno formato storie, una lucentezza nordica brilla su un intimo e sconfinato paesaggio musicale. L'universo di ‘White Paper’ nel frattempo sembra sia colorato che sobrio. Ciò che è iniziato come un duo voce e fisarmonica, è cresciuto fino a diventare una tavolozza sonora in cui anche pianoforte, percussioni, tastiere e canto polifonico hanno trovato posto e per due canzoni è stato imbarcato il prodigio del violoncello Jörg Brinkmann.
La registrazione non è avvenuta in uno studio sterile, ma in una villa spaziosa e isolata nel sud della Francia con vista su colline infinite. Il tecnico del suono e percussionista Etienne Plumer ha registrato tutto, il mixer del suono Dries Van Ende ha provveduto a un suono senza compromessi e a momenti ‘poppy’ e Uwe Teistert ha curato il mastering.
Il risultato? Un album ricco di contrasti, esplorativo e decisamente avventuroso con dieci nuove composizioni e due cover, tra cui ‘Everybody’s Got to Learn Sometime’ di The Korgis.