Nell'ambito dell'anno di Beethoven, la Flemish Chamber Philharmonic diretta da Pascale Van Os presenta un programma in cui la musica di Ludwig van Beethoven è al centro. L'ouverture de ‘Le nozze di Figaro’ è una frizzante esplosione di energia. Senza fermarsi un momento, Mozart dà subito il tono: leggero, nervoso, effervescente e pieno di aspettativa. In un movimento rapidissimo si dispiega un gioco musicale di tensione ed eleganza. Non temi tratti dall'opera stessa, ma l'atmosfera: maliziosa, arguta e vivace. In pochi minuti Mozart apre la porta a un mondo di intrighi e complicazioni comiche, irresistibile e senza tempo. Segue il Beethovens Pianoconcerto n. 3 in do minore, op. 37. In quest'opera Beethoven si riallaccia ancora alla tradizione classica, ma allo stesso tempo risuona già il suo idioma più potente. Il concerto richiede sia padronanza tecnica che intuito musicale da parte del solista. La parte solistica è interpretata dal giovane pianista Bill Dewispelaere, vincitore del concorso pianistico Cantabile. Dopo l'intervallo risuona la Zevende Symfonie in La maggiore, op. 92. Questa sinfonia è nota per il suo spiccato carattere ritmico e la struttura chiara. Con la sua Settima sinfonia, Ludwig van Beethoven si mostra all'apice della sua immaginazione ritmica. Questa è musica che vuole andare avanti, che pulsa e brilla di energia. Dall'introduzione solenne fino all'esuberante finale, tutto è sostenuto da un irresistibile impulso al movimento. Il famoso Allegretto forma il cuore raccolto della sinfonia: semplice, penetrante e senza tempo. Attorno ad esso si dispiega un'opera piena di contrasti, tensione e vitalità. Non per nulla Wagner definì questa sinfonia l'apoteosi della danza.