Un profondo radicamento nel patrimonio lettone e una coscienza ambientale che lascia regolarmente intravedere il paradiso perduto di una natura primitiva ormai scomparsa: l'opera del compositore lettone Pēteris Vasks si è costruita su un'eredità senza tempo, in cui le linee melodiche delle danze folkloristiche incrociano quelle, spesso più lente e dolci, della musica corale spirituale.
Nel corso dei decenni, Vasks ha costruito un catalogo impressionante di partiture per pianoforte solo, di abbondante musica da camera e di pezzi sinfonici e concertanti, ma anche (soprattutto?) attraversato in modo onnipresente dalle voci. Il suo stile chiaro, quasi trasparente, dalla sottigliezza discreta, lo ha imposto come una figura maggiore della musica baltica, di cui salutiamo l'80esimo anniversario nel corso di una giornata speciale… instrumentale e vocale, naturalmente!
Questo secondo concerto, corale e quasi unicamente a cappella, dà ampio spazio alla musica vocale baltica e culmina in una fuga paradisiaca con viola e violoncello.