Vanuit Mechelen conquista Carousel Chamber Music Ensemble i palchi dei concerti internazionali. Alcuni mesi dopo Wiener Mélange l'ensemble viaggia verso la leggendaria Wigmore Hall a Londra e il rinomato Mozartfest Würzburg. Ma prima Carousel si stabilisce nella sua città natale il 12 dicembre nell'ambito del 'Predikheerlijke Winter', con un programma che fa sentire la musica da camera viennese al suo meglio: raffinata, coinvolgente e piena di colori sorprendenti.
CAROUSEL Chamber Music Ensemble: Wiener Mélange
Annelien Van Wauwe, clarinetto
Alexandra Soumm, violino
Samuel Nemtanu, violino
Mathis Rochat, viola
Louis Rodde, violoncello
Franz Schubert (1797–1828) – Quartettsatz in do minore, D. 703 (1820)
Gustav Mahler (1860–1911) – Ich bin der Welt abhanden gekommen
dai Fünf Rückert-Lieder, arr. per clarinetto e quartetto d'archi
Anton Webern (1883–1945) – Langsamer Satz (1905)
Wolfgang Amadeus Mozart (1756–1791) – Quintetto per clarinetto in La, K. 581 (1789)
Delicato, stratificato e pieno di carattere: come la specialità di caffè viennese da cui questo programma prende il nome, Carousel Chamber Music Ensemble serve un Wiener Mélange che continua a risuonare a lungo. Una raffinata combinazione di sapori pronunciati e sfumature sottili, in cui passione romantica, introspezione silenziosa ed eleganza senza tempo si incontrano.
L'ensemble, fondato nel 2019 dalla clarinettista Annelien Van Wauwe e composto da musicisti premiati a livello internazionale, si è costruito in breve tempo una solida reputazione come uno degli ensemble di musica da camera più avvincenti della sua generazione. In Wiener Mélange porta Carousel opere insieme che, ognuna a modo suo, riflettono la ricca tradizione musicale di Vienna.
Franz Schuberts Quartettsatz in do minore è una delle opere incompiute più toccanti del repertorio di musica da camera. Scritta nel 1820, respira un'intensità drammatica e una carica emotiva che preannuncia il romanticismo. Irrequietezza, vulnerabilità e una tensione quasi tangibile si alternano a momenti di commovente lirismo. In appena dieci minuti Schubert dispiega un mondo musicale che è tanto potente quanto inevitabile.
Met Ich bin der Welt abhanden gekommen il programma raggiunge un momento di silenzio. Gustav Mahler compose questo Rückert-Lied nel 1901–1902 come una meditazione profondamente personale sull'isolamento, la pace interiore e il rifugio dell'arte. Nella particolare rielaborazione per clarinetto e quartetto d'archi, la linea vocale riceve una nuova voce senza parole. Il clarinetto assume il ruolo della voce umana e lascia parlare le melodie malinconiche di Mahler con un'intensità quasi vocale. Il risultato è un mondo sonoro intimo e trasparente in cui malinconia e serenità si mantengono in equilibrio.
Ook Anton Weberns Langsamer Satz nacque in un periodo di innamoramento ed esperienza di felicità personale. Il compositore ventiduenne scrisse l'opera nel 1905, molto prima di sviluppare lo stile atonale ed estremamente concentrato con cui avrebbe fatto la storia. Qui risuona ancora un linguaggio tardo-romantico pronunciato, pieno di ampie linee melodiche, ricche armonie e un'intensa forza espressiva emotiva. L'opera respira desiderio, tenerezza e gioia estatica, e forma una sorprendente finestra su un giovane Webern che è ancora completamente nella tradizione di Brahms e Mahler.
Il concerto si conclude con Mozarts Klarinetkwintet in La, K. 581, uno dei vertici assoluti del repertorio di musica da camera. Scritto per il suo amico e virtuoso del clarinetto Anton Stadler, Mozart diede per la prima volta al clarinetto un posto a pieno titolo all'interno del quartetto d'archi. Le cinque voci intraprendono una conversazione continua, in cui il clarinetto ora canta, ora accompagna o si fonde sottilmente nell'ensemble. Dall'intimo Adagio al giocoso Minuetto fino al frizzante finale: il quintetto unisce eleganza, calore e un profondo sentimento umano. Un capolavoro in cui luce e ombra, semplicità e raffinatezza si completano senza sforzo.
Come un vero Wiener Mélange, questo programma combina sapori contrastanti in un unico insieme armonioso: drammaticità e silenzio, passione giovanile e saggezza matura, intimità e virtuosismo. Quattro compositori, quattro voci diverse, collegate dalla stessa tradizione viennese e dal mondo sonoro unico di clarinetto e archi.