Reinhard Scheibner & Patrick Jannin : Ballo in maschera
dom 14 giu 2026 · 11:00
Sterput [asbl E²], Brussels
Due universi si incontrano in un'inquietante traversata del corpo, del desiderio e delle sue metamorfosi. Figure ibride, identità mutevoli, presenze animali o mitologiche compongono un teatro dove la bellezza sorge tanto quanto disturba. Inquietante estraneità, sensualità cruda, le opere oscillano tra attrazione e malessere, evocando immaginari dove la maschera diventa rivelazione.
Patrick Jannin
Patrick Jannin, nato nel 1971, ci consegna, attraverso un'opera abbondante e multiforme, una visione del mondo tra le più disturbanti, o per riprendere l'espressione freudiana, di un'inquietante estraneità. Questo adoratore della bellezza ha costruito nel corso degli anni un mondo a parte, ai margini delle mode e delle correnti artistiche, nel quale l'uomo, decaduto e condannato fin dalla notte dei tempi all'inferno perpetuo, affianca – come per far sentire di più, se ce ne fosse bisogno, la sua bruttezza e la sua bassezza – creature dalla bellezza sbalorditiva, donne con teste di animali o animali con corpi da sogno, dee giunte direttamente dai miti antichi, che sono state dette barbare e poi condannate per installare nella testa degli uomini un simbolo di morte e di vuoto esistenziale, un dio vendicatore, il dio mentitore. Quanto alla verità, presso questo pittore, essa si trova, semplicemente, per chi sa solo aprire gli occhi sul mondo che lo circonda, sul ramo dell'albero o sotto i cespugli di una foresta equatoriale, sotto forma di Cervo o di Pettirosso, di Iena o di Zebra. Tanti animali-simbolo, tanti totem che segnano l'esistenza di chi aspira ad andare più in alto, più lontano e più in profondità, e tutti portatori di una stessa energia, tutti belli e luminosi, anche nella loro oscurità e nella loro crudeltà, perché così li ha fatti la Natura. Allora sì, così si può vedere l'universo di Jannin: un mondo a tre ingressi, dove ogni medium (disegno, fotografia e pittura) porta con sé i propri interrogativi ma anche alla fine LA risposta: la bellezza. La bellezza come ricerca, la bellezza come baluardo contro la stupidità inerente agli uomini, la bellezza come fonte di luce, necessaria alla vita stessa.
Reinhard Scheibner
Reinhard Scheibner (nato nel 1953 a Bamberga, vive e lavora a Berlino) è un artista tedesco che si distingue principalmente nella pittura, nel disegno, nel collage, nella scultura, nella fotografia e nel video. L'universo di Scheibner è composto attorno a scene sessuali forti e disturbanti. Lo sguardo dello spettatore è volontariamente turbato, confrontato con corpi che superano le categorie tradizionali di genere. I personaggi, spesso rappresentati nudi o in pose di esibizione, esprimono una sessualità esplicita e senza freni. L'atmosfera generale rimane cupa e disturbante. Nonostante alcune espressioni sorridenti, persiste un malessere, che pone lo spettatore in una posizione di vulnerabilità di fronte a queste figure dominanti e affermate. Ne emerge una forte carica erotica, mescolata a riferimenti visivi a volte inquietanti, dove il desiderio può essere associato a una forma di trasgressione, tema ricorrente nell'immaginario erotico occidentale. Alla fine, l'universo di Scheibner appare contrastato, oscillando tra un'estetica provocatoria, rappresentazioni di sessualità marginalizzate e scene intimiste che esplorano identità e desideri fuori dalle norme stabilite.