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No Pride in Genocide : Queer Cinema per la Palestina Cinema

No Pride in Genocide : Queer Cinema per la Palestina

mar 2 giu 2026
Cinema Galeries, Brussels
A Message, Mama Ganuush, 2:51 min, Palestina (2026) Audio: inglese Sottotitoli: inglese Un cortometraggio documentario che dà voce ai palestinesi queer in esilio. Mama Ganuush è un'artista performativa, regista, organizzatrice e attivista palestinese transgender, la cui opera è un'espressione potente e senza compromessi del futurismo palestinese. Con base tra San Francisco e Lisbona, le sue performance sono una sintesi sorprendente tra arte e musica popolare palestinese, l'eleganza della danza egiziana dell'età dell'oro e l'energia cruda e spontanea del clown e del teatro. Ceasefire بِكَفِّي قَهْـر, Teodor Vladár, 23 min, Slovacchia/Ungheria (2025) Audio: inglese, arabo, slovacco Sottotitoli: inglese, slovacco Nawras, artista queer giordano-palestinese, vive a Bratislava, in Slovacchia, da quattro anni. Navigando tra due comunità e culture che si scontrano, aspira a un terzo obiettivo: trovare la pace e un luogo che possa chiamare casa. Oggi si riappropria della cultura in cui è nata, questa volta scegliendo di definirla, e così facendo crea una comunità che diventa la sua famiglia. Teodor Vladár ha 21 anni e attualmente studia all'Accademia di Arti dello Spettacolo di Bratislava, in Slovacchia. Ha studiato anche in Spagna e in Francia, in particolare cinema a Parigi. Impegnato nell'attivismo LGBTQ+ e pro-palestinese, desidera dare voce alle persone LGBTQ+ attraverso la realizzazione di documentari. Scrittore e sceneggiatore, ha vinto diversi concorsi di racconti in Slovacchia. Conduce inoltre il podcast "Nami o nás", dedicato alle identità LGBTQ+ nel cinema mondiale. "Cessez-le-feu" è il suo primo lungometraggio, finanziato grazie a una campagna di crowdfunding. The 5-Year Plan for Financial Independence, Dua Omari, 7 min, Palestina (2025) Audio: inglese Sottotitoli: inglese Questo video propone una riflessione sulla storia della Palestina, segnata da un ciclo di ingiustizie che si ripete, e immagina un futuro in cui il sistema rimane invariato e la violenza perdura. Denuncia l'incapacità del sistema internazionale di rendere una giustizia vera, accontentandosi di soluzioni simboliche che non migliorano affatto la quotidianità. Les Palestiniens sono costretti a vivere in condizioni che calpestano la loro dignità umana, mantenuti in una speranza illusoria, senza prospettive chiare di libertà o dignità. Dua Omari è un'artista visiva originaria di Gerusalemme, che lavora sia con il video che con la pittura. Laureata in psicologia e arti visive contemporanee presso l'Université de Birzeit, la sua pratica esplora l'intersezione tra la psiche individuale e la realtà politica e sociale, interessandosi in particolare alle esperienze psicologiche vissute sotto il giogo dei sistemi di oppressione, tra cui quelle delle donne, dei bambini e della società palestinese sotto occupazione. Ha partecipato a mostre locali e internazionali e ha effettuato residenze d'artista presso l'Accademia di Spagna a Roma e la Fondazione AM Qattan. Until We Return, Huss AC, 11 min, Egitto / Scozia (2025) Audio: inglese Sottotitoli: inglese "Fino al nostro ritorno" oscilla tra ricordo e sogno, passando dall'effimero ricordo di un sesto compleanno su VHS ai saluti involontari di una casa scomparsa. Si dispiega come una traversata del Nilo, attraverso le correnti oniriche del Cairo dove memoria e presenza si intrecciano, tra visione, desiderio e speranza. Sulle sue acque nasce una fragile utopia, un mondo dove la separazione non è mai esistita, dove il ritorno è ancora possibile e dove la casa perduta rinasce. Huss è un artista multidisciplinare arabo, performer, regista e programmatore di film con base a Glasgow. Il suo lavoro esplora i temi del queer, della memoria e dell'esilio, tessendo narrazioni personali e politiche che affrontano lo sradicamento, la censura e la sopravvivenza. Attraverso il film, la performance, l'installazione e il suono, la sua pratica crea uno spazio per le storie frammentate e le voci ridotte al silenzio, mettendo in discussione le narrazioni dominanti sull'esperienza araba e diasporica. We Will Haunt Your Archive, R.R., 10 min, United States (2026) Audio: inglese Sottotitoli: nessuno 2 dicembre 2023. Una manifestazione queer scoppia a San Francisco in solidarietà con la Palestina. Il film inserisce questa azione nella storia più lunga dell'attivismo di ACT UP durante la crisi dell'AIDS. Esplora il "glitch" come tattica femminista radicale di resistenza ai regimi contemporanei di sorveglianza e censura. RR è regista, ricercatore e giornalista multimediale. Ha collaborato con pubblicazioni internazionali come il Los Angeles Times e canali televisivi e radiofonici come CNN e Al Jazeera. I suoi film pluripremiati sono stati proiettati in festival e luoghi prestigiosi del cinema internazionale, tra cui l'IDFA, il Centre Pompidou a Parigi e il Pacific Film Archive a Berkeley. Sorry, John Greyson, 7 min, Canada (2024) Audio: inglese Sottotitoli: inglese Il film "Sorry" traccia il ritratto di tre giovani donne: Luna Alyaan, giovane violinista di Gaza uccisa da un drone Elbit; Eden Golan, cantante sionista che ha rappresentato Israele all'Eurovision 2024 a Malmö; e Greta Thunberg, figura emblematica delle manifestazioni durante l'Eurovision di quell'anno. Satira mordace della strumentalizzazione della canzone da parte di Israele a fini di hasbara (propaganda), "Sorry" mescola umorismo e cultura pop per creare un film impegnato e propagandistico, sostenendo il boicottaggio dell'Eurovision e la campagna "Dump Elbit". (Ispirato a "Gaza Lives", omaggio del Festival del film palestinese di Toronto agli artisti scomparsi durante il genocidio). John Greyson è un artista video/cinematografico queer di Toronto pluripremiato, i cui lungometraggi, cortometraggi e opere transmediali includono: Unauthorized Amplification Devices (2026), Gauze (2025), Door Prize (2025), Death Mask (2024), Photo Booth (2023), International Dawn Chorus Day (2020), Mercurial (2018), Gazonto (2016), Murder in Passing (2013), Fig Trees (2009), Proteus (2003), Lilies (1996), Zero Patience (1993), The Making of Monsters (1991) e Urinal (1989).
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Luogo
Cinema Galeries
Galerie de la Reine 26, 1000 Brussels
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