La parola «Sayfo», che significa «l'anno della spada» in aramaico, designa il genocidio subito dal popolo siriaco nel 1915, un episodio ancora largamente sconosciuto della storia contemporanea. La mostra mette anche in luce più di un secolo di resistenza, ricostruzione identitaria e trasmissione culturale all'interno di una diaspora oggi presente in Belgio e in Europa. Affronta questioni ancora attuali: la sopravvivenza della lingua aramaica, la preservazione di un'eredità millenaria e il riconoscimento di questa storia nello spazio pubblico. Accogliendo questo progetto, il Centro culturale di Anderlecht riafferma il suo impegno a favore delle memorie plurali e del dialogo interculturale.