Per decenni ho nutrito segretamente il desiderio di riportare in vita quelle parole terribilmente belle di Hugo Claus e per decenni mi sono vergognato della mia inerzia, della mia mancanza di determinazione. Ora che non è più possibile, con un minimo senso di realismo, dare forma a Gilles, giustiziato in giovane età, sono finalmente oltre la vergogna e non vedo l'ora di presentare in questo periodo storico un'opera d'arte del secolo scorso. Quel secolo in cui il poeta Hugo Claus, allora per un breve momento, secondo i suoi critici, lottò affannosamente per l'egemonia della parola in teatro, dove, fedele alla sua natura, non senza ironia con umorismo e intuizione in quell'essere bizzarro che è l'‘uomo’, scrisse un testo toccante per tutti i tempi sulla guerra, l'amore e la gelosia, la perdita, la depravazione, la fede e l'orrore. (Jan Decleir) 37 anni dopo la prima, Jan Decleir si cala di nuovo nei panni di Gilles de Rais e si presenta ai suoi giudici. Così rivive il monologo che Hugo Claus scrisse appositamente per Decleir. Gilles de Rais era un maresciallo francese dell'inizio del XV secolo, che morì sul rogo proprio come la sua contemporanea Giovanna d'Arco. Tuttavia, per ragioni meno nobili. De Rais si fingeva un uomo profondamente religioso, ma abusò e uccise più di cento bambini. Chi era quest'uomo, da cui si dice derivi la fiaba di Barbablù? Testo : Hugo Claus Recitazione : Jan Decleir Adattamento : Jan Decleir Musica dal vivo : Fanfare Toeterdonk Produttore esecutivo : Toneelhuis Prima originale : 18 febbraio 1988, Muntschouwburg Brussel in una produzione di De Dolage vzw in collaborazione con De Munt www.toneelhuis.be