Un campo da basket. Otto voci. Una squadra. HUNTER mette in movimento coro e gioco finché le regole si ribaltano e la partita si trasforma in una caccia al cuore. Un gruppo di otto giocatori si trova su un campo da basket. L'arbitro fischia. Il gioco inizia. Qualcosa rimbalza. Una palla, o un battito. Stiamo guardando una partita, o stiamo entrando in una caccia a qualcosa che non si lascia afferrare immediatamente? In HUNTER Liesa Van der Aa riunisce l'ensemble vocale berlinese B O D I E S e il soprano Naomi Beeldens sul campo. Non come metafora, ma come architettura. Il campo è la partitura. Il movimento segue regole, i ruoli vengono distribuiti, i modelli ritornano. Ciò che nasce è un sistema di sintonizzazione, pressione e reazione.