Come si insinua la censura nelle nostre democrazie? E come, in qualità di artista, resistere ai regimi autoritari? L'artista dissidente cinese Ai Weiwei, le cui opere saranno presentate questo autunno alla Galerie Patrick Derom e al Museo Émile Verhaeren, interroga da sempre il potere statale e la repressione culturale. Attraverso le sue performance provocatorie, le sue installazioni e i suoi film, questo artista concettuale è diventato una figura emblematica mondiale della lotta per la libertà di espressione. A lungo sorvegliato e detenuto dallo Stato cinese, Ai Weiwei sa meglio di chiunque altro quale possa essere il prezzo della libertà artistica. Dans On Censorship, l'artista non si limita a raccontare la sua esperienza dei regimi autoritari: volge anche uno sguardo penetrante sui meccanismi di censura all'opera nelle democrazie occidentali. Di fronte alla crescente influenza dei big data e di alcune aziende tecnologiche dalle pratiche discutibili, mette in guardia contro i pericoli della sorveglianza di massa e delle ideologie repressive. In un'intervista con Chris Dercon della Fondation Cartier, Ai Weiwei esplora il ruolo dell'arte nell'era della censura politica e digitale. Questo evento è organizzato in collaborazione con la Patrick Derom Gallery che, con Hannibal Books, pubblica un'opera riccamente illustrata che accompagna la grande retrospettiva belga dell'artista.