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(John) Coltrane 100: James Brandon Lewis & Chad Taylor duo + Elin Forkelid Musica

(John) Coltrane 100: James Brandon Lewis & Chad Taylor duo + Elin Forkelid

mer 23 set 2026 · 19:00
Ancienne Belgique, Brussels
€22–23
(JOHN) COLTRANE 100 : OMAGGIO A UNO DEI PIÙ INFLUENTI INNOVATORI DEL JAZZ L’AB, Bozar e il Kaaitheater si associano per rendere un omaggio unico a John Coltrane, uno dei più influenti innovatori della storia del jazz. Coltrane ha plasmato a partire dal suo sassofono (un'invenzione belga di Adolphe Sax) un suono signature assolutamente inimitabile. La sua opera prolifica fa ormai parte del patrimonio sacro: “Many artists achieve greatness but very few produce work that is so moving that it’s considered sacred.” In occasione del 100° anniversario di Coltrane nel 2026, rendiamo omaggio alla sua eredità attraverso una serie di spettacoli di danza, concerti, proiezioni e incontri con artisti. 19:00-19:40 PROIEZIONE : JOHN COLTRANE - LIVE A COMBLAIN-LA-TOUR (1965, RTBF, 38 MIN) John Coltrane si è esibito solo una volta in Belgio, ma non al Bozar de Bruxelles dove quasi tutte le icone del jazz dell'epoca – Miles Davis, Thelonious Monk o Billie Holiday – hanno trionfato. È nel pittoresco villaggio di Liegi di Comblain-La-Tour che si è distinto. Pardon? È infatti lì che ha avuto luogo nel 1959 il primissimo festival europeo all'aperto, organizzato dal veterano della Seconde Guerre mondiale Joe Napoli (USA). Per ricompensare l'ospitalità locale, ha fondato, anni dopo, un evento benefico per aiutare a riparare il tetto della chiesa parrocchiale. Tra il 1959 e il 1966, questo Festival International du Jazz ha accolto grandi nomi del jazz come Chet Baker, Nina Simone e, il 1° agosto 1965… John Coltrane. Questi registrazioni storiche hanno non solo immortalato l'unico passaggio di Coltrane in Belgio, ma costituiscono anche le ultimissime immagini filmate del Quartet classico di Coltrane, con Elvin Jones, McCoy Tyner e Jimmy Garrison. Questa interpretazione intensa e fisica – si percepisce letteralmente il vapore che fuoriesce dai loro corpi – mostrava un gruppo a una svolta della sua carriera. Qualche mese dopo, il quartet si separava a seguito di divergenze artistiche. 19:50-20:00 MUSICAL PRAYER/ODE TO TRANE: CLIFFORD JORDAN QUARTET - JOHN COLTRANE (1975) Per dare il tono, ascoltiamo insieme, durante ogni serata (JOHN) COLTRANE 100, un'ode musicale a “Trane” che segna profondamente gli spiriti. Questo omaggio toccante è l'opera del bassista Bill Lee (padre del cineasta Spike Lee), portato con fervore dal discepolo di Coltrane e sassofonista tenore Clifford Jordan. La composizione è inizialmente apparsa su Glass Bead Games (Strata-East Records) nel 1973, ma è questa versione live, registrata a Parigi nel 1975, che ci tocca ancora più profondamente. Il giornalista musicale britannico Kevin Le Gendre ha scritto : “It’s a devotional piece to the musical Messiah that reveals a kind of limitless, unconditional love for the man who was not like other men. It is the sound of the vocal chants that bring a deep spiritual charge to the music. The words are concise but well chosen: John Coltrane … Black Spirit … John Coltrane … First New Born.” 20:00-20:45 ELIN FORKELID PLAYS FOR TRANE Il nome di Elin Forkelid (SE) ci è giunto grazie al superbo album Ensamseglaren dell'ensemble di dodici musicisti Anna Högberg Attack, di cui fa parte Forkelid. La sassofonista svedese si esibisce anche regolarmente con il FIRE! Orchestra de Mats Gustafsson. Ha battezzato il suo gruppo Elin Forkelid Plays For Trane in omaggio a… sapete chi! Forkelid : “Being a tenor player myself, the works of Coltrane have been something almost divine. I feel a deep connection to John Coltrane and his music. I have learnt that there is such a thing as too much respect for your heroes: being the searcher that he was, I have to believe that John Coltrane would have wanted others to take on his search. It is with the deepest and most profound love and respect that I do my part of the search. It is with the greatest gratitude that I do Play For Trane.” Il suo quintet attinge principalmente all'opera più tarda e più libera di Coltrane, che ha trovato la sua espressione presso Impulse! Records e che, non è un caso, aveva per slogan The House That Trane Built. Pensiamo in particolare ai brani tratti da album (postumi) come Meditations, Expression, Impressions, Transition, A Love Supreme, Sun Ship o Cosmic Music. Nell'autunno 2026 uscirà Plays For Trane vol. 2, di nuovo via la sua etichetta Sail Cabin Records. Data di uscita prevista : il 23 settembre 2026, giorno esatto in cui Coltrane avrebbe compiuto 100 anni. 21:15-22:30 JAMES BRANDON LEWIS & CHAD TAYLOR DUO Il curriculum vitae del sassofonista americano James Brandon Lewis (USA) funge da vera lettera di nobiltà. La leggenda Sonny Rollins, che non fa spesso elogi e che è stato toccato dal “deep, spirit-seeking sound” di Lewis, ha dichiarato : “When I listen to Lewis, I listen to Buddha, I listen to Confucius … I listen to the deeper meaning of life.” Il celebre chitarrista Marc Ribot l'ha descritto a giusto titolo come “a keeper of the legacy of John Coltrane”. La sua polivalenza è semplicemente impressionante : si è già distinto nella prestigiosa serie di concerti Jazz Is Dead, immaginata dai fondatori Adrian Younge e Ali Shaheed Muhammad (A Tribe Called Quest), con una versione impressionante di Someday We’ll All Be Free de Donny Hathaway. Sul suo album For Mahalia, With Love, rende omaggio alla leggenda del gospel Mahalia Jackson e, con ex membri del leggendario gruppo post-hardcore Fugazi, forma il gruppo molto notato The Messthetics. Coincidenza o meno : tanto il loro primo album omonimo del 2024 quanto il suo successore Deface the Currency (2026) sono usciti presso Impulse! Records, l'etichetta di predilezione di Coltrane negli anni sessanta. Con il batterista Chad Taylor – vedi anche : il suo gruppo Chicago Underground Duo/Trio o la sua collaborazione con Jaimie Branch su Fly Or Die I & II – ha registrato nel 2018 l'album Radiant Imprints, “inspired by the legacy of the greats who have passed on whose shoulders we stand on”. Con la loro formazione batteria/sassofono, facevano chiaramente riferimento alla collaborazione tra John Coltrane e il batterista Rashied Ali, tale quale si può ascoltare sull'album postumo di Coltrane Interstellar Space. Radiant Imprints ha figurato a giusto titolo nella lista dei migliori album di jazz del 2018 del New York Times, a fianco di grandi nomi come Keith Jarrett, Makaya McCraven e Cécile McLorin Salvant. The New York Times : “James Brandon Lewis honors John Coltrane by isolating parts of his compositions, diving into the source material with strident, ennobled conviction. Whether charging on the drum set or playing the hypnotic mbira, Chad Taylor knows where to find Mr. Lewis at his best.” De Volkskrant ha aggiunto : “Le jeu de Brandon Lewis est empreint de fougue, d’émotion, de puissance et de finesse.” Line-up Sassofono tenore : James Brandon Lewis Batteria : Chad Taylor
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Luogo
Ancienne Belgique
Anspachlaan 110, 1000 Brussels
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