Dans le Jura, dove Lucile è cresciuta, il folklore è molto presente. Ci si maschera, si canta, si balla, si assaporano le specialità locali. Ma quando si tratta di parlare delle cose essenziali della vita, sono i non detti a sedersi a tavola… Da sola in scena, Lucile Charnier parte dalla sua storia intima – il silenzio attorno al cancro di una persona cara – per esplorare il posto della negazione all'interno delle dinamiche familiari. Con uno sguardo dolce, lucido e sensibile, rivela l'indicibile amore che si nasconde dietro il tabù. Tra performance, danza e canto, L’appel des mutantes è un'autofiction gioiosa e poetica in cui si incrociano epoche, luoghi ed esseri, vivi come scomparsi. Dall'amore che non si dice alle forme di linguaggio insospettabili, questo spettacolo esplora tutto ciò che si gioca alla periferia delle parole quando queste sono state confiscate, per pudore o per tradizione. Ci infonde l'urgenza di reinvestire nuovi immaginari per guardare con dolcezza alla malattia e integrarla meglio nelle nostre vite. Prima dello spettacolo, Lucile Charnier ha condotto laboratori attorno alla voce presso Institut Bordet, con pazienti in oncologia. L’appel des mutantes è un omaggio alle loro voci che si sono mescolate, facendo risuonare l'esperienza del cancro con bellezza e gioia. Divertendosi con le nostre fughe in avanti e i nostri piccoli compromessi con la realtà, l'autrice, regista e attrice ci sussurra che, di fronte alle difficoltà dell'esistenza – la paura della morte, il lutto – esiste sempre la possibilità di ridere. Nell'ambito del festival CRUSH.