Brussels Philharmonic, Vlaams Radiokoor & Kazushi Ono
sab 26 set 2026 · 20:15
Flagey, Brussels
€61
Le Requiem de Verdi si issa a un'altezza paragonabile a quello di Mozart: scritto da un genio (secondo Johannes Brahms), di una grandezza sorprendente e tuttavia di un'intimità sorprendente, abbraccia tutto lo spettro dei sentimenti umani.
"La speranza inalterabile del cuore"
Tutta la sua vita, Giuseppe Verdi restò agnostico, senza mai schernire né disapprovare la religione: "Avere la fede è una buona cosa, ma non fidarsi della fede è ancora meglio." E tuttavia, è quest'uomo che creò una delle opere religiose più celebri, un tour de force nato dal decesso del grande poeta italiano Alessandro Manzoni. Verdi venerava lo scrittore che, come lui, portava al più alto gli ideali di umanità e di giustizia. Quest'uomo meritava un omaggio; questo omaggio fu il Requiem.
Le Requiem è la più grande opera che Verdi abbia mai scritto, la musica sacra più drammatica mai composta. Du Dies Irae, che brontola con una forza apocalittica, al Requiem Aeternam di una bellezza straziante, l'ampiezza e la portata sono immense, l'espressione emozionale di una ricchezza sorprendente. Malgrado il suo quadro liturgico, Verdi ha saputo rendere palpabili e accessibili i due grandi temi di ogni messa dei morti — la paura e la speranza — tanto per i credenti quanto per i non credenti.