Immaginate… Scegliete una canzone, la scrivete su un pezzetto di carta. Avete il cuore che batte a mille. Afferrate il microfono teso e poi, davanti a una folla di sconosciuti, iniziate a cantare… In Orchestre vide, longing for you, cinque personaggi eclettici quanto singolari esplorano il karaoke come spazio in cui tutti gli sfoghi sono possibili. Negli interstizi delle canzoni, si gioca la loro lotta tra corpo sociale e corpo che trabocca, tra il desiderio di contenersi e il bisogno irrefrenabile di raccontarsi. «Karaoke» è una parola macedonia giapponese che significa «orchestra vuota», in riferimento all'interprete che canta da solo, senza musicisti. Per il sociologo sudcoreano Young-ha Kim, questa pratica sarebbe la risorgenza di un bisogno di esprimere il nostro desiderio artistico. Più che un intrattenimento o una semplice parentesi, è un luogo in cui svelarsi e reinventarsi, senza giudizio o pretesa di perfezione. Allo stesso tempo sogno e realtà, esperienza individuale e collettiva, è anche il terreno fertile dei ricordi o della nostalgia di un futuro a venire. E se, per il tempo di una serata, riscoprissimo sfaccettature di noi sconosciute o dimenticate, soffocate dal quotidiano e dalla normatività? E se altre storie fossero possibili? Con Orchestre vide, longing for you, Habib Ben Tanfous compone un elogio alla vulnerabilità, intesa come un potente vettore di connessione e comunità. Prima dello spettacolo, vi invitiamo a tuffarvi nel grande mare delle canzoni d'amore, partecipando al karaoke che si terrà ogni sera, un'ora prima della rappresentazione. Nell'ambito del festival CRUSH.