Incontro con la vincitrice del Prix Paris-Liège 2026 : Sophie Bessis
Creato dalla Ville de Liège con il sostegno della Ville de Paris, il Prix Paris-Liège di saggistica premia ogni anno il miglior saggio originale di scienze umane pubblicato in lingua francese. Viene assegnato da una giuria paritetica composta da personalità belghe e francesi, la cui presidenza si alterna tra i due paesi.
Per la sua edizione 2026, il premio è stato attribuito a Sophie Bessis per il suo saggio La civilisation judéo-chrétienne. Anatomie d'une imposture edito da Editions Les liens qui libèrent.
La cerimonia di consegna del premio avrà luogo GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE 2026 alle 18:00 a La Boverie e sarà seguita da un incontro con la vincitrice.
Sophie Bessis è una storica specialista delle relazioni Nord-Sud e della condizione delle donne in Africa e nel mondo arabo. Ex caporedattrice di Jeune Afrique, ha inoltre insegnato all'Inalco e a Paris I prima di essere ricercatrice all'IRIS. È autrice di diverse opere, tra cui L'Occident et les autres (La Découverte, 2000), Histoire de la Tunisie de Carthage à nos jours (Tallandier, 2019) o ancora Je vous écris d’une autre rive, lettre à Hannah Arendt (Elyzard, 2021).
La civilisation judéo-chrétienne. Anatomie d'une imposture
Da quarant'anni, il concetto di "civiltà giudeo-cristiana" domina i discorsi politici e mediatici in Occidente, presentato come la base culturale dell'Europa e dell'Amérique du Nord. Ma cosa nasconde questa espressione divenuta un riferimento egemonico?
Riacquistato da vari attori – Stati, movimenti politici o nazionalismi – questo concetto viene utilizzato da tutte le parti per riscrivere la storia, servendo in Europa per occultare due millenni di persecuzioni antisemite, per negare l'apporto dell'Oriente nel suo passato e per escludere l'islam dai suoi riferimenti culturali. Il sionismo prima e lo Stato d'Israele a partire dalla sua creazione hanno avuto bisogno di affermare il loro radicamento esclusivo in Occidente, proclamandosi oggi come il "bastione avanzato della civiltà giudeo-cristiana" di fronte al "nemico arabo-musulmano", mentre i nazionalismi arabi hanno visto in questa espressione uno strumento comodo per negare la dimensione ebraica della storia dei loro stessi paesi.
Sophie Bessis svela come questo binomio, lungi dall'essere neutro, sia utilizzato ovunque per rendere impossibili convergenze culturali e politiche che potrebbero essere altrettante vie verso la pace.
Consegna del premio e incontro con Sophie Bessis
Jeudi il 5 novembre alle 18:00 a La Boverie
Entrée gratuito
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