Sono passati ormai dieci anni da quando Lambert ha calcato per l'ultima volta il nostro palco. L'identità della persona dietro la sua caratteristica maschera sarda rimane un mistero. Ciò che è certo, tuttavia, è che la sua musica post-classica cinematografica ha superato la prova del tempo per oltre un decennio. Dal suo debutto nel 2014, il pianista e compositore tedesco ha costruito costantemente il proprio universo di composizioni pianistiche essenziali, attingendo a influenze dalla musica minimalista, dal jazz e persino da sottili strutture pop. È un mondo in cui Hania Rani, Joep Beving, Nils Frahm e Ólafur Arnalds, tra gli altri, sono spiriti affini. Con il suo nuovo album I AM NOT LAMBERT (2026), infrange il proprio mito e pone la domanda più acutamente che mai: chi è davvero Lambert? Per la prima volta, le voci emergono con enfasi e la sua musica diventa esplicitamente orientata alla canzone, senza rinunciare alla sua caratteristica precisione minimalista e ai ripetitivi archi di tensione. Le composizioni oscillano tra intimità ed espansività, senza mai diventare puramente decorative. Un sottile senso del ritmo intreccia tutto insieme. Dal vivo, questo si traduce in set focalizzati in cui la maschera, o la sua assenza, diventa un mero dettaglio: il silenzio, la dinamica e la sfumatura hanno lo stesso peso del virtuosismo. Nessuno spettacolo, ma tanta intensità.\r\nJean-Michel Blais (CA)\r\nJean-Michel Blais è un pianista, compositore e performer con base a Montreal, sotto contratto con Arts & Crafts and Mercury KX (Decca). Il suo album di debutto Il è stato nominato uno dei 10 migliori album del 2016 dalla rivista Time, e da allora il suo catalogo ha accumulato oltre 375 milioni di stream. Membro della comunità LGBTQ+ e affetto dalla sindrome di Tourette, Blais attinge al suo background di ex educatore per bisogni speciali per creare musica che è allo stesso tempo profondamente personale e silenziosamente espansiva, fondendo una scrittura pianistica minimale ma virtuosistica con ricche texture orchestrali ed elettroniche.\r\nSul palco, Blais affascina il pubblico in contesti che vanno dalle intime sale da concerto a folle di oltre 40.000 persone al Festival International de Jazz de Montréal. Il suo lavoro risuona ugualmente con gli ascoltatori di musica classica, pop ed elettronica, e si esibisce in formati solistici, da camera e orchestrali. A livello internazionale, i suoi tour lo hanno portato in luoghi come la Southbank Centre di Londra, il Concertgebouw di Amsterdam, la Gnesin Hall di Mosca e la Montreux Jazz Festival. I suoi album hanno ricevuto ampi consensi dalla critica da pubblicazioni come Pitchfork, The Fader and Le Figaro, oltre al riconoscimento da parte di importanti enti di premiazione come il Libera Awards, gli UKMVA e i Juno. Il suo lavoro di composizione si estende anche al cinema e agli ambienti immersivi, avendo ricevuto un Cannes Soundtrack Award per Matthias & Maxime di Xavier Dolan e composto la colonna sonora per l'installazione Wonderfall di Moment Factory al Changi Airport. La sua musica è apparsa anche in The Brothers Sun di Netflix, in una campagna Tudor, in un film Louis Vuitton, ed è stata presentata nel pattinaggio artistico alle Olimpiadi di Milano-Cortina Olympics. La sua uscita più recente, désert, una collaborazione improvvisativa di un'ora con l'arpista elettronica Lara Somogyi, ha trascorso 35 settimane nella classifica Billboard Classical Albums degli Stati Uniti.