Un giovane uomo lasciato per morto ha perso la memoria. L'unico elemento tangibile del suo passato è il suo passaporto. È eritreo, ha attraversato il mare, è a Calais. Inizia allora una lunga ricerca seminata di ostacoli per ottenere un titolo di soggiorno.\n\nA partire dalla storia singolare di quest'uomo senza memoria, l'autore ci fa vibrare all'unisono di queste persone obbligate a reinventarsi un'identità per sopravvivere.\nSette attori indossano i personaggi per raccoglierci fin dal primo minuto e per consegnarci un formidabile racconto umanista che, al passaggio, rimette le lancette all'ora di alcune convinzioni. La magia Michalik opera di nuovo.\n\nAttraverso tutti questi destini intrecciati, tra pericoli, solidarietà e speranze, la pièce esplora l'esilio e la ricerca di una vita libera e serena. La narrazione è mozzafiato, portata da una regia corale e personaggi profondamente toccanti, lo spettacolo dà carne ai percorsi invisibili dei migranti.\n\nAlexis Michalik trionfa a teatro da più di un decennio. Le Cercle degli illusionisti, Le Porteur di storie, Edmond, Intra-Muros, Une histoire d’amour… il suo talento di narratore di storie è innegabile.\n\nNé militante, né documentario, lo spettacolo è l'incarnazione di ciò che vuole dire l'esilio per mezzo di una storia federatrice.\n_______\n\nDi: Alexis Michalik / Regia: Alexis Michalik / Con: Blaise Afonso, Marwane El Boubsi, Tamara Kalvanda, Nabil Missoumi, Edson Pedro e Guy Theunissen / Assistenza alla regia: Clotilde Daniault / Scenografia: Juliette Azzopardi / Costumi: Marion Rebmann / Luce: François Leneveu / Video: Nathalie Cabrol / Accessorio: Pauline Gallot / Musica: Johnson Sly\n_______\n\nUNA COPRODUZIONE DEL THÉÂTRE LE PUBLIC, ACMÉ E LA FRANÇAISE DE THÉÂTRE.
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