È un tentativo ludico e un esercizio di pensiero che ci propongono Marie Devroux e la sua squadra: quella di immaginare una società liberata dal capitalismo. Il compito sembra ben arduo. Giustamente, è ciò che motiva il progetto, che si presenta come un manuale pratico, accessibile e pieno di umorismo per rispondere a una domanda che sembra insolvibile alla maggior parte di noi. Cos'è il teatro se non immaginare spazi impossibili? Aprire immaginari?
Durante 1h26, si de-costruiscono in diretta i nostri ostacoli mentali per immaginare un altro futuro. Portati da una ricerca documentaria e teorica approfondita, gli interpreti ci propongono una conferenza teatralizzata con un rapporto al pubblico molto diretto, stimolando il nostro muscolo-cervello, ma anche la nostra gioia. È tutto il corpo e lo spirito che sono mobilitati per seguire questa utopia concreta, che si finisce per credere del tutto realizzabile. Mettendo in gioco le proprie interrogazioni, smarrimenti e contraddizioni, ci permettono di avanzare insieme, e prendere in mano le nostre esistenze.
Ouverture des hostilités, un titolo battagliero che si intende qui come rimboccarsi le maniche o recuperare forza, per venire alle mani gioiosamente con un nemico non così invisibile che questo, una volta che ne si è compresi gli ingranaggi.