Met Yuval Abraham
USA – 2026 – DCP – 80′
Parlato in inglese, sottotitolato in olandese/francese
Il film inizia alle 20:00
La grande rivelazione al Festival del Cinema di Venezia è stata senza dubbio Naza. Il film ha ricevuto la più lunga ovazione di sempre al festival (più di 30 minuti) e sta facendo discutere molto oltre i confini della kermesse. In Naza intervistano Yuval Abraham e Rachel Szor 24 ex ufficiali e soldati israeliani sul loro ruolo nei bombardamenti su Gaza. In forma anonima, sui tetti di Tel Aviv, raccontano di una macchina militare in cui sorveglianza di massa e intelligenza artificiale vengono impiegate per selezionare gli obiettivi. Il termine naza, abbreviazione dell'ebraico nezek agavi (danni collaterali), è in tal senso emblematico: le vittime civili vengono ridotte a una cifra in un sistema che accetta numeri sempre maggiori.
Il film mostra a malapena la violenza in sé. Al contrario, lascia che siano le voci dei militari coinvolti a fare il lavoro. Le loro testimonianze oscillano tra vergogna, razionalizzazione e orgoglio, smascherando come un sistema di violenza organizzata venga eseguito da singoli esseri umani. Lentamente, Naza si sposta così da documentario d'inchiesta a studio angosciante sulla responsabilità, sulla tecnologia e sulla capacità umana di normalizzare la violenza.