Dall'oscurità, la luce visibile è la mente brillante
sab 17 ott 2026 · 19:30
Maison Pelgrims, Brussels
€10–15
James Turrell a un giorno dichiarato: «Uso la luce come materiale, ma il mio vero mezzo è la percezione». È da questa idea che questo programma trae la sua origine.
Attraverso opere per arpa ed elettronica provenienti da differenti periodi e da differenti universi estetici, questo concerto immagina la musica non come un oggetto immobile, ma come un'esperienza che nasce nell'atto stesso dell'ascolto. Il suono si dispiega in relazione con la memoria, l'attenzione, lo spazio e il tempo. Le risonanze persistono ben dopo la scomparsa della loro fonte. Gesti familiari riappaiono sotto una forma nuova. Ciò che udiamo è altrettanto plasmato dalla nostra percezione quanto dalle note stesse.
Al cuore del programma figura from darkness, visible light is the bright mind della finalista del premio Pulitzer Leilehua Lanzilotti, un'opera ispirata alle installazioni luminose immersive di James Turrell. A immagine del lavoro di Turrell, questa musica invita a un'attenzione accresciuta verso le trasformazioni più sottili, in cui le minime variazioni di colore, di tessitura e di risonanza trasformano la nostra percezione della durata e dello spazio.
Lungo tutto il programma, voci storiche e contemporanee entrano in dialogo. Frammenti del passato costeggiano opere di nuova creazione, non come opposti, ma come riflessi gli uni degli altri. Le sonorità acustiche ed elettroniche si intrecciano, rivelando continuità attraverso il tempo, in cui ogni atto di creazione appare anche come un atto di trasmissione.
In risonanza con il tema di Artonov, We Do Not Work Alone, questo programma si fonda su un'idea semplice: nessuna opera d'arte esiste isolatamente. La musica nasce in seno a una rete di relazioni — tra il compositore e l'interprete, il passato e il presente, il suono e il silenzio, l'opera e il pubblico. L'ascoltatore non è un semplice testimone, ma un partecipante attivo alla costruzione del senso. In questo spazio di attenzione condivisa, la percezione diventa essa stessa una forma di collaborazione.