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Ce que la terre se rappelle – contre-archives d'Iran
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Ce que la terre se rappelle – contre-archives d'Iran

ven 13 nov 2026 · 11:00
argos centre for audiovisual arts, Brussels
In un periodo di repressione, documentare diventa un atto di resistenza. Nel momento in cui la guerra infuria in Iran e i mezzi di comunicazione con il paese sono costantemente sotto pressione, diventa urgente salvaguardare la storia. Dopo due anni di preparazione, questa esposizione assume oggi una risonanza particolare. Di fronte al terrore istituzionalizzato, ai tagli di Internet, ai bombardamenti e alla distruzione degli archivi, ogni immagine diventa un legame essenziale con il passato, un testimone e un custode delle memorie minacciate. What the Land Remembers esplora il modo in cui le immagini in movimento possono contestare le narrazioni ufficiali e proteggere le storie messe a repentaglio dall'autorità. Al cuore dell'esposizione si trova la Parking Video Library, un controarchivio indipendente fondato a Teheran nel 2004 dall'artista e curatore Amirali Ghasemi. Da più di vent'anni, esso raccoglie e preserva una collezione tanto fragile quanto essenziale, composta da film iraniani e transnazionali, documentari, opere sperimentali e registrazioni personali. Nonostante i rischi corsi, la precarietà e la censura, esso costituisce ancora oggi un raro spazio di trasmissione, conservazione e comunità, in un paese in cui i media sperimentali non dispongono praticamente di alcun sostegno istituzionale. L'esposizione riunisce installazioni raramente mostrate, cassette risoperte, film sperimentali e opere digitali pioniere, realizzate nel momento in cui l'Iran passava progressivamente dall'analogico al digitale. Due costellazioni tematiche permettono di percorrere l'evoluzione della creazione artistica iraniana, dagli anni '90 a oggi. Revisit — Early Encounters ritorna sulle prime sperimentazioni, presentate qui nella loro forma originale. Queste opere portano la traccia dei postumi della guerra e di un contesto segnato dalla mancanza di infrastrutture culturali. Esse testimoniano anche il modo in cui gli artisti hanno saputo sviluppare pratiche singolari al di fuori delle strutture ufficiali. Southwest riunisce invece opere contemporanee dedicate al sud-ovest dell'Iran, una regione profondamente segnata dallo sfruttamento petrolifero. Gli artisti vi interrogano le conseguenze ecologiche e geopolitiche dell'estrazione delle risorse, della guerra e della storia coloniale. Presentate fuori dall'Iran, queste opere danno agli archivi una nuova funzione: quella di uno spazio vivente, in cui le storie possono circolare e trasmettersi. In un'epoca in cui la memoria culturale è minacciata, mostrare queste opere diventa un atto di salvaguardia, di testimonianza pubblica e di resistenza. L'esposizione invita a scoprire come la telecamera e gli archivi possano diventare strumenti potenti contro la cancellazione.
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Luogo
argos centre for audiovisual arts
Rue du Chantier, 13, 1000 Brussels
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