“I limburghesi sono lenti” dicono. Awel, sjiek is mich dat!
Perché lento non è pigro. Lento è prendersi il tempo, godere, osservare e persistere.
Da quindici anni Jan Linssen costruisce al suo ritmo e con il suo tipico flair calmo la sua carriera comica. Ora è arrivato il momento: il suo secondo spettacolo, ‘Sjiek is mich dat!’, un'ode calda alla lentezza, all'autenticità e alle sue radici limburghesi.
Ma questo spettacolo non riguarda solo il Limburgo. Jan indaga come le origini ci formano e come cerchiamo allo stesso tempo di liberarcene. Riconoscibile per chiunque sia nato da qualche parte e a volte bilanci tra orgoglio e il pensiero: “Sjiek tutto quanto, ma come esco da qui con tutte quelle fermate dell'autobus soppresse?”
Dalla sua giovinezza a Maaseik — con carnevale, la grande e piccola fiera e l'eterna mentalità del cosa-diranno-i-vicini — Jan cammina verso oggi. Lungo la strada passano le miniere di carbone, la torta di smurf, gli Eburoni e una manciata di deliziosi pregiudizi. Perché come guardano gli altri a 'noi'? E come guardiamo noi a noi stessi? Jan si definisce troppo dolce, troppo modesto e a volte anche davvero troppo lento. Ma forse quella è esattamente la sua superpotenza.
‘Sjiek is mich dat!’ è uno spettacolo comico riconoscibile, caldo e sorprendentemente acuto sull'identità, il ritmo, l'orgoglio e il rimanere se stessi — anche se il mondo sembra andare troppo veloce.