Benvenuti nei meandri di un vecchio hotel, dove il piano terra puzza e di notte si prega ad alta voce. Quattro ospiti si perdono in un entroterra di teorie del complotto e scenari di fine del mondo, di nevrosi sessuali, crisi d'identità e un eccesso di informazioni. Chi sono io? Cos'è "normale"? Quale realtà è "reale"? Se la CIA fa il lavaggio del cervello alle persone e i cloni e l'intelligenza artificiale non sono più fantascienza, quali certezze rimangono?\n\nAll'inizio del nuovo millennio – molto prima che i complottisti diventassero mainstream o che il "genere" diventasse, diciamo, una cosa – Abattoir Fermé creò 'Galapagos', un pezzo di "teatro horror esistenziale" che si abbatté come una tempesta sul panorama teatrale fiammingo. Quasi 25 anni dopo, Abattoir Fermé riprende questo classico toccante su temi che da allora sono diventati solo più urgenti.\n\n'Galapagos' ti porta nel "mondo dietro il mondo": un entroterra ispirato da scienziati dissidenti, teorie del complotto, artisti della controcultura, scenari apocalittici e gli angoli bui di internet. Riconoscibile, dirompente, commovente, esilarante e interpretato in modo indimenticabile da due fuoriclasse.\n\n'Questo hotel è strano.\nCi sono troppi corridoi bui e troppo poche lampade che funzionano ancora.\nQui e là puzza.\nPenso di essere l'unico a soggiornare qui. A parte lui, naturalmente.\nLui al primo e io al terzo.\nIn ogni stanza c'è una bibbia.\nE quando cammino nei corridoi di notte, sento pregare.\nQuesto hotel è gigantesco\ne io sono solo così piccolo.'\n\nAbattoir Fermé è, ormai da oltre 25 anni, uno dei gruppi teatrali più noti delle Fiandre: audace e impavido, istantaneamente riconoscibile ed eternamente unico. Il loro lavoro oscuro-comico si ispira spesso al "mondo dietro il mondo": i segreti della nostra cultura, le radici delle nostre paure collettive e le fantasie e i rituali nascosti di questo tempo. Abattoir fa anche regolarmente escursioni fuori dal teatro con, tra l'altro, film, mostre, pubblicazioni, videoclip e così via.\n\n'Un fantasma sfrenato che ricorda i dipinti di Bosch, Breughel ed Ensor.' - selezione Theaterfestival\n\n'Abattoir Fermé firma per una bellezza che si rivela solo in mezzo allo sporco e all'incertezza. Tra la paura e la lieve perversione, come un fiore su un letamaio.' - De Standaard, 2004\n\nDi e con: Stef Lernous (testo, regia, immagine) | Steve Geerts, Tine Van den Wyngaert (recitazione) | Aaron Bruyninckx (tecnica) | Abattoir Fermé, Kunstencentrum nona (produzione) | Stef Lernous (immagine)\n\nCon il sostegno del Vlaamse Gemeenschap e della città di Mechelen.\n\nwww.abattoirferme.be