Béla Bartók - Castello Hertog Blauwbaards - Oxalys
dom 6 dic 2026 · 11:00
Concertstudio Muziekcentrum Track, Kortrijk
€10–15
Il castello del duca Barbablù non ha finestre, le mura piangono. L'edificio sospira, respira e geme come un corpo vivente. Dalle prime battute dell'enigmatica opera di Bartók cerca di emergere ciò che è nascosto. Judith non si lascia fermare e cerca oltre. È solo una moglie curiosa? O è lo specchio del subconscio ferito di Barbablù? O quello dello stesso Béla Bartók? ‘Hertog Blauwbaards burcht’, l'unica opera di Bartók, è molto più oscura e scissa della fiaba ‘Barbablù’ che Charles Perrault ha annotato nel XVII secolo. Nella versione originale una giovane donna riceve dal suo ricco marito il mazzo di chiavi del suo castello. Può aprire tutte le porte, tranne una. Quando la apre comunque, Barbablù minaccia di ucciderla proprio come le sue predecessore. I suoi fratelli fortunatamente riescono a salvarla appena in tempo. Nella versione di Bartók non si parla di una morale rassicurante o deus ex machina, bensì di un confronto teso e fragile tra due persone che si amano e allo stesso tempo si respingono. La partitura utilizza una trama quasi espressionista, radicata nella musica tradizionale ungherese. Le linee vocali sono più vicine all'impressionismo di Claude Debussy; abbracciano la lingua parlata e catturano il respiro, la vibrazione, il dubbio. Al centro c'è Barbablù. Non un mostro caricaturale, ma un uomo innamorato, generoso, vulnerabile. Avverte. Quasi supplica. Tira una linea – la linea oltre la quale inizia il pericolo: per Judith, per la coppia, e quindi anche per lui. Eppure Judith va oltre. Una porta. Poi l'altra. In questo adattamento per ensemble di Siebe Thijs, accompagnato da una performance video di Lise Bruyneel, non siamo più spettatori a distanza. Seguiamo Judith dal vivo mentre scende nel castello. Saliamo e scendiamo le scale con lei. Sentiamo le sue esitazioni, la sua tensione, la sua testarda determinazione. Ad ogni porta che attraversa, l'immagine esplode, la musica cambia, lo spazio si apre verso mondi inaspettati – fiammeggianti, vertiginosi – prima di richiudersi. Più Judith va avanti, più grande diventa il dubbio. Il castello esiste davvero? O è l'architettura interiore di una mente tormentata? Wanneer Judith alla fine si getta in ‘una notte cosparsa di stelle’, non sappiamo più se siamo testimoni di una visione o di un cataclisma. Il sospiro, il lamento è un motivo ricorrente nell'opera di Bartók. Su richiesta di Oxalys il compositore-arrangiatore Siebe Thijs ha scritto una breve pre-ouverture, un pendant di musica da camera, in cui analizza il motivo del sospiro e lo colloca in un contesto concettuale. In collaborazione con Wilde Westen & Conservatorium Kortrijk. Schouwburg Kortrijk è un orgoglioso partner UiTPAS. Risparmia punti UiTPAS durante lo spettacolo. Hai diritto a un biglietto a tariffa agevolata? Tieni a portata di mano la tua UiTPAS e prenota il tuo biglietto online o telefonicamente al numero 056 23 98 55. Puoi anche passare al nostro sportello biglietti. Porta allora sicuramente anche la tua UiTpas. Siebe Thijs (°1999) - sighs, breaths, whispers, moans (creazione mondiale) (2026) per flauto, clarinetto, viola & percussioni Béla Bartók (1881-1945) - Hertog Blauwbaards burcht (1911) (arr. Siebe Thijs - 2026) per soprano e basso, 2 violini, viola, violoncello, contrabbasso, flauto, oboe, clarinetto, fagotto, corno, tromba, trombone, arpa & 2 percussionisti