Tussen Napoleon e la Eerste Wereldoorlog c'era, da qualche parte tra Hasselt, Aquisgrana e Maastricht, un pezzo di terra di nessuno: alcune strade, una miniera di zinco, poche migliaia di abitanti e un pezzo di bosco. Non apparteneva a nessun paese e non era nemmeno un paese di per sé. Eppure ha ricevuto un francobollo, un inno nazionale e persino una propria lingua. Uno stato libero per ingegnosi, contrabbandieri, disertori e sognatori. In scena: un'orchestra da ballo e figure del villaggio da tutti i punti cardinali - operai, clown, un guardaboschi e due mezzi politici. Tra banda di ottoni e minacciosi tamburi di guerra poniamo domande su confini e identità. Un confine è una linea fissa su una mappa? Determina chi sei dove vivi? O l'uomo crea il proprio posto, oltre i confini inventati? Vrijstaat Moresnet è un racconto musicale sulla libertà, l'assenza di confini e la forza di ciò che accade ai margini. BRODER suona e canta la bellezza del margine. Con la favolosa storia di Vrijstaat Moresnet come sfondo, ci immergiamo in un episodio assurdo, ma realmente accaduto, del Wilde Oosten van België.