Il segreto meglio custodito della scena musicale belga, The Me In You, è tornato con un nuovo disco e non arriva un secondo troppo presto.
In una società in cui le persone vengono sempre più etichettate e messe in scatole, il Duitse Ida Fischer non si sente più a casa. Non è tormentata, non vacilla mentalmente e non ha bisogno di popolarità; vive senza etichetta e senza contatto con il mondo così com'è oggi. Le resta una scelta radicale: scompare dalla società e inizia una nuova vita, a modo suo. Ida Fischer non è nessuno.
Questo concetto forma il cuore del quinto album di The Me In You. Proprio come The Music of Stuart Conroy del 2018, un personaggio immaginario è centrale, e tutte le canzoni ruotano attorno alla seconda vita di Ida Fischer.
Dall'indie pop sognante ai frammenti ambient malinconici e linee di distorsione taglienti: la band non è mai suonata così avventurosa e allo stesso tempo così coerente. Tracce come Bring The Beat Back – una canzone che lo chef televisivo Jeroen Meus ha usato come sigla per Dagelijkse Kost – mostrano il perfetto equilibrio tra malinconia e ritmo.
Dal vivo tutti quegli strati prendono davvero vita: groove ipnotici, paesaggi sonori sognanti e melodie coinvolgenti riempiono la sala. The Me In You ti porta sul palco: ogni momento conta, ogni dettaglio tocca.
The Me In You si bilancia senza sforzo tra malinconia e paesaggi sonori avventurosi, e sa sempre toccare quel bordo su cui continui ad ascoltare e scopri sempre qualcosa di nuovo.
Concerto in piedi