Un giorno, sei città, un certo numero di tagli e migliaia di storie
Per molti uomini africani e uomini di origine africana, il barbiere è molto più di un posto dove farsi tagliare i capelli. È un luogo di incontro, uno safe space, dove il barbiere assume il ruolo di saggio e trasforma il salone in un confessionale. In questi luoghi senza tempo i tabù scompaiono e temi come la migrazione, l'educazione, le donne, la religione, il calcio e la politica vengono discussi liberamente.
In uno spettacolo che attraversa i continenti, Barber Shop Chronicles invita il pubblico a scoprire sei barbieri in sei città diverse (Kinshasa, Ouagadougou, Douala, Dakar, Abidjan e Bruxelles) – tutti nel giorno della finale del Champions League. Hai la sensazione di cogliere casualmente conversazioni – in francese, wolof, bambara, baoulé, dioula… – al ritmo di tosatrici ronzanti e asciugamani che sventolano.
Con la sua penna ritmica, arguta e tagliente, Inua Ellams ci immerge nella ricchezza delle culture africane, attraverso innumerevoli storie quotidiane – dalla più riconoscibile alla più stravagante – e getta uno sguardo illuminante sulle mascolinità nere contemporanee.
Vivace, giocoso e sostenuto da un'energia contagiosa che intreccia musica e poesia, l'adattamento di Junior Mthombeni e Michael De Cock celebra la ricchezza di culture che troppo spesso rimangono invisibili.