Quando un clown va a vivere in un palazzo, non diventa un sultano.
No, il palazzo si trasforma in un circo.
(Proverbio turco)
SCHWEINEREI si svolge in un mondo chiuso di eccessi e decadenza. Due figure si preparano per un'ultima, esuberante notte in uno spazio che è allo stesso tempo bunker, palazzo e parco divertimenti. Hanno fame e sete senza freni, sono insaziabili. Mangiare e bere diventano rituali. Si travestono, cambiano ruolo, giocano a fare il sovrano e la vittima. Le maschere si spostano finché non si attaccano quasi al loro viso. Allo stesso tempo sono ripugnanti e irresistibili.
Tra i banchetti abbondanti risuona la musica di Wolfgang Amadeus Mozart: chiara, giocosa e quasi infantile. Ma sotto quella bellezza cresce l'inquietudine. L'armonia rimane in piedi, ma si lacera lentamente.
Lo spettacolo è come un carnevale: un mondo sottosopra. Una sospensione temporanea dell'ordine e della gerarchia, dove i ruoli si ribaltano e nulla è fisso. Sotto il travestimento e l'eccesso cova qualcosa di inquieto. Ciò che resta è una gabbia dorata: splendidamente progettata, ma non libera. Sotto parrucche, porcellana e festeggiamenti cresce la paranoia.
SCHWEINEREI è uno spettacolo sulla fine di un ordine mondiale e su ciò che verrà dopo. Uno specchio per il nostro tempo, in cui decadenza e rivoluzione si abbracciano. Perché cosa succede quando l'eccesso diventa incontrollabile? Quando il paradiso risulta marcio dentro? La storia insegna: dove fiorisce la decadenza, la rivoluzione bussa alla porta.