In questo lungometraggio d'esordio, il tagliatore di canne Johan trova il corpo senza vita di una ragazza sulla sua terra. Come nonno colpito da uno strano senso di colpa, va alla ricerca di risposte all'interno della comunità chiusa dalle tradizioni immutate. La bellezza naturale olandese, intrisa di un'atmosfera inquietante e di una cinematografia cupa, è un testimone indifferente. Il volto segnato dalle intemperie di Gerrit Knobbe (un vero tagliatore di canne senza esperienza di recitazione) forma un paesaggio a sé stante.
Dopo i thriller surrealisti dei polder del regista di Borgman Alex Van Warmerdam, l'Olanda è ora più ricca di un 'thriller di canne'. Uno che costruisce la tensione in modo insidiosamente lento per poi persistere ancora più a lungo. Secondo la prestigiosa rivista di settore Variety, questo debutto olandese annuncia l'arrivo di un grande nuovo talento. Un thriller psicologico che ti prende alla gola e merita paragoni con la serie True Detective.