Un ragazzo cammina lungo la risacca e raccoglie artefatti dal Mare del Nord. Fin dall'infanzia è un cercatore di tesori sulla spiaggia, ipnotizzato da tutto ciò che il mare rigetta e inghiotte. Il mare gli rivela uno scrigno pieno di reliquie; un salvagente bucato, semi di altri continenti, un capodoglio che deve essere tenuto in vita. Il mondo intero con la sua bellezza e distruzione, la sua turbolenta migrazione e il clima, si disegna per lui in un'unica linea costiera.
Una madre cammina lungo la risacca e raccoglie ricordi di suo figlio. Fin dall'infanzia è chiaro che lui pensa diversamente e vive diversamente. Riuscirà a lasciarlo andare nel vasto mondo? Riuscirà lui a lasciarla andare?
Mare Madre è un monologo poetico sull'intenso legame tra una madre e un figlio, sul mancare e ritrovare, sul lasciarsi andare alla deriva e approdare.
Tom Goossens dirige, Marijke Libert e Fred Libert scrivono, Stephan Vanfleteren progetta la scenografia. Insieme a Marijke Pinoy portano uno spettacolo che vuole essere sobrio quanto ricco di immagini, in cui parla la forza dei più piccoli oggetti. Mare Madre è sia guardarsi l'ombelico che fissare l'orizzonte.
Marijke Pinoy ha vinto nel 2024 il premio alla carriera 'Ultima per meriti culturali generali'