Questa performance nasce da una ricerca condotta da Heine Avdal & Yukiko Shinozaki sulla piegatura e lo spiegamento – un approccio che modella il modo in cui i corpi si muovono, si posizionano e si rapportano allo spazio. La pièce invita a un momento collettivo di riflessione. Modi diversi di riunirsi emergono improvvisamente: come gruppo, come individui o attraverso un'esistenza condivisa. In assenza di abitudini familiari e strutture fisse, la performance ci interroga: cosa ci riunisce? Nel corso di questo progetto, Avdal e Shinozaki affrontano il corpo, il movimento così come gli spazi interni ed esterni come un paesaggio dinamico. Un paesaggio che può essere curvato, piegato e spiegato. La piegatura si rivela un'azione trasformatrice: un corpo, un oggetto, uno spazio, un istante, una luce o un suono può piegarsi in una forma diversa, sopra o attorno a qualcos'altro. Queste azioni creano un sistema continuo di piegatura e spiegamento: pieghe che si estendono attraverso uno spazio o un paesaggio. Lo spiegamento non è qui il contrario della piegatura, ma il suo prolungamento. Una piega ne trascina sempre un'altra, come nell'origami. La performance si dispiega attraverso le relazioni mutevoli tra lo spazio e il movimento, offrendo così situazioni in movimento piuttosto che un racconto fisso. Stabilità e incertezza coesistono. Piuttosto che basarsi sull'ordine e la ripetizione, l'opera lascia che la differenza e l'ambiguità modellino le nostre connessioni. • Heine Avdal e Yukiko Shinozaki sono coreografi/performer. Lavorano insieme dal 1996 e hanno fondato la compagnia fieldworks. Il desiderio di reimmaginare la relazione del corpo con il suo ambiente – e di invitare il pubblico a questa scoperta (che si dispiega) è al cuore della loro pratica. La loro pratica è animata da una curiosità su come le arti della scena possano ridefinire la nostra comprensione del corpo umano e del nostro ambiente quotidiano. Esplorano le architetture invisibili – sociali, fisiche e percettive – che modellano i nostri movimenti, attraverso ambienti pubblici e privati. I loro interventi sottili e i loro spostamenti delicati rivelano coreografie nascoste e ci invitano a riscoprire il familiare, il noto, sotto uno sguardo nuovo. Fieldworks ha creato oltre 35 produzioni, che sono state oggetto di tournée in oltre trenta paesi in tutto il mondo. www.field-works.be