Nelle sue due serie di ritratti senza volto, FacelessD e FacelessD.M, Pablo Diartinez dipinge a olio gallerie di figure il cui volto resta assente, ma per ragioni molto diverse. FacelessD, dove la "D" è quella del desiderio, lavora la parte pubblica della questione. Realizzata su carta di bustine di tè spiegate, la serie prende per origine autoritratti virali di uomini che espongono il loro corpo pur dissimulando il loro volto, del tipo di quelli che circolano per migliaia sui blog e i social network come figure del desiderio maschile omo-erotico. Ogni figura è poi frammentata nei suoi attributi (una scarpa da ginnastica, uno zaino, una mano, una piega di pelle) che riappaiono in serie come i segni di una mascolinità globalizzata e feticizzata. FacelessD.M, per "direct message", lavora la parte privata. Piccole scatole in legno concepite come dittici sono costruite attorno a scambi reali tra l'artista e coloro che lo circondano: amici, famiglia, coinquilini, partner, incontri occasionali. All'esterno, un occhio isolato tiene luogo di avatar del contatto. All'interno, un piccolo ritratto a olio dipinto a partire da un'autofotografia ricevuta, accompagnato dal frammento di uno dei loro messaggi. Nascite e lutti, malattia e gioia, il quotidiano come il più intimo condividono la stessa stanza. Sta al visitatore decidere quali scatole aprire, e diventare, il tempo di un gesto, lettore, voyeur o confidente. Faceless apre durante la settimana della Pride de Bruxelles, nell'ambito del festival Panorama: Cinéma Ibérique, e resta visibile fino al 28 giugno 2026. Una mostra di Pablo Diartinez, presentata dall'Ambasciata di Spagna in Belgio e SPAIN arts & culture, nell'ambito di Panorama: Cinéma Ibérique, accolta da Cinema Galeries.