In questo trio, Jefta van Dinther esplora i legami tra movimento e linguaggio a partire dalla pratica della lingua dei segni. I gesti di comunicazione si allungano, si spostano e si trasformano in materia coreografica, aprendo uno spazio dove diversi modi di percepire, di leggere e di sentire entrano in dialogo. Mercury Rising nasce da un'esplorazione del linguaggio e della comunicazione. Lo spettacolo concepisce il corpo come uno spazio volatile di discorso e di discussione, un luogo dove il senso si crea, si disfa e si trasforma per i gesti e il movimento. Integrando diverse lingue dei segni, concepita per tutti i pubblici, sordi e udenti, il pezzo affronta la complessità della comunicazione umana all'alba di un cambiamento di paradigma. Pur invitando il pubblico a decifrare una moltitudine di segni, Mercury Rising esplora la natura inafferrabile dell'interpretazione, all'immagine del mercurio, liquido sempre in movimento, e ci libera dal bisogno di spiegazione. Ciò che alla fine dei conti condividiamo non è una certezza, ma l'impossibilità di comprenderci pienamente. E nonostante ciò e nello stesso tempo, il bisogno di connetterci gli uni agli altri e di creare dei legami.