Con l'aiuto della marionetta e del dirottamento di oggetti, Natacha Belova e Tita Iacobelli trascinano il pubblico in questo mondo ormai orfano di ogni razionalità dove la logica assurda della fantasia di una bambina diventa improvvisamente salutare, un'arma indispensabile contro la manipolazione delle parole e la dominazione delle idee deleterie.
Nelle rovine della sua casa distrutta dalla guerra, una giovane bambina gioca con un gattino. Attraverso storie fantastiche che si racconta, cerca di comprendere questo nuovo mondo dall'altra parte dello specchio e si lancia in un gioco di sopravvivenza, dove i compromessi, la disperazione e l'empowerment fanno crescere. Un gioco per non affondare e non dimenticare il suo nome e le sue origini. Un gioco a cui bisogna partecipare, anche come Pedone, sulla grande scacchiera, anche se sarebbe stato meglio essere Regina. Otto case da superare, come altrettante prove per sopravvivere.
Dopo i successi di Tchaïka e Loco, Natacha Belova e Tita Iacobelli proseguono la loro immersione negli spazi mentali e invisibili, focalizzandosi qui su quello di una bambina, pronta a diventare adulta e confrontata ai fallimenti del mondo. Numerosi conflitti armati infuriano in tutto il mondo e sembrano inghiottire, sempre più, i popoli in questo sogno folle e spaventoso dal quale è difficile estrarsi. Grazie alla marionetta e a oggetti del quotidiano, tutto un mondo prende vita. Il regno dell'immaginario si rivela, si dispiega e si strappa a ogni istante. Ma chi sogna e chi è sognato in questo viaggio tra l'ombra e la luce?
Presentato nell'ambito del Festival CRUSH