Beethoven è morto da 200 anni.\n\nLeve Beethoven!\n\nAnche se era già morto prima di nascere\n\nma questo è…\n\nbeh, la sua vita, una lotta contro la morte.\n\nFilip Peeters, Damiaan De Schrijver, Ann Miller e Joris Van den Brande riportano in vita il compositore classico. Anche se non gli piaceva. Il classico. Era piuttosto moderno. Allora. Rivoluzionario.\n\nMa ciò che ieri era moderno, oggi è di ieri. Fortunatamente domani ci sarà ancora,\n\nperché Beethoven rimane bello. Anche se è morto da così tanto tempo.\n\n“La maggior parte delle persone ha paura di essere umana\n\nCamminano per tutta la vita con la stessa faccia\n\nEcco perché c'è l'arte\n\nIn essa diventiamo veramente umani\n\nNell'arte\n\ne nella guerra\n\nLe maschere cadono”\n\nUn uomo che cerca testardamente di essere il suo sé autentico, disperatamente alla ricerca di bellezza e significato. Uno spirito tormentato, un grande cuore, un corpo malato.\n\n“Non sono soddisfatto di quasi nulla,\n\ntrovo tutto pessimo.\n\nEcco perché penso di essere\n\ncosì bravo.”\n\nFilip Peeters è un rinomato attore fiammingo, noto per i suoi ruoli versatili sia in produzioni cinematografiche che televisive belghe e tedesche. Ha fatto il suo debutto negli anni '90 e ha acquisito grande fama con ruoli in serie come ‘Wittekerke’ e film come ‘De hel van Tanger’. Oltre ad attore, nel 2015 ha fatto anche il suo debutto come regista cinematografico con ‘Wat mannen willen’.