Dai ricordi di danze d'infanzia e dai loro legami intensi con la musica, Soa Ratsifandrihana estrapola questo g r oo v e dove si dispiegano gli stati del corpo all'ascolto dei suoni di oggi, delle trasformazioni che la costituiscono. Diaspore e mutazioni, ibridità e contraddizioni irrigano l'arte di Soa Ratsifandrihana, di ritorno con questo primo assolo coreografico installato nel cuore di un dispositivo quadrifrontale. Strutturato tra penombra e luce, tra silenzio opaco e suoni cesellati – dal glitch al jazz elettro, avventurandosi nei meandri organici dell'estetica hip hop, g r oo v e articola una dinamica evolutiva. Esposizione, accelerazione, transizione, costruzione di un ritmo, sviluppo: a ogni tempo la sua atmosfera, il suo tempo, la sua grammatica. Attraverso l'insieme, corre il piacere goloso di abbracciare lo spazio, di appropriarsi dell'istante, di convocarvi riferimenti movimentati – l'Afindrafindrao nato nel XIX secolo in Madagascar, il Madison dei sixties, il popping nato dal funk – attraversati, assemblati, mescolati in uno slancio. Un viaggio concentrato e ludico, al confluente dell'osservazione e dell'azione, all'incontro del groove in ogni anima.