Ciò che è iniziato come una ricerca condivisa di libertà all'interno del jazz è cresciuto fino a diventare una formazione affiatata con un suono riconoscibile: giocoso e dinamico, questo è The Green Mean Machine. I loro concerti ruotano attorno al concetto di "adesso": interazione intensa, svolte inaspettate e il piacere di quattro musicisti che continuano a sfidarsi a vicenda e a ritrovarsi costantemente nel loro suono musicale.
Potreste riconoscere i quattro membri della band da altri atti jazz belgi, ma insieme Werend Van Den Bossche (Dishwasher_, Kin Gajo), Warre Van de Putte (Don Marsh V), Zjef Van Steenbergen (Ellias D’Hooge Trio) e Marcos Della Rocha (Laughing Bastards) portano un mix eccentrico di jazz, improvvisazione e influenze contemporanee.
Dall'uscita del loro EP The Engine (2023), GMM sta perfezionando un suono in cui la tradizione jazz e un'interpretazione moderna e libera si incontrano. GMM è un incontro tra la formazione classica e l'esperienza dei membri della band e il desiderio di spingere costantemente i confini musicali. Il risultato è un suono che sembra sia coinvolgente che avventuroso.
Nell'autunno del 2026 uscirà il loro primo LP senza titolo. Su quel disco, proprio come durante le loro esibizioni dal vivo, la spontaneità è centrale: un dialogo vivace tra quattro musicisti che si trovano alla cieca e cercano costantemente nuove direzioni insieme.
Werend Van Den Bossche (sassofono contralto)
Warre Van de Putte (sassofono tenore)
Zjef Van Steenbergen (basso)
Marcos Della Rocha (batteria)