Questa conversazione si ispira al tema n° 6: « Assemblaggi », ma supera la nozione del libro come oggetto per affrontare l'editoria come una forma di raduno. Attraverso il prisma degli « assemblaggi di carta », esplora il modo in cui gli stampati – come riviste, manifesti e cartoline – possono portare tracce, far circolare racconti e continuare a riunire le persone oltre il tempo e lo spazio. Basandosi sulle sue ricerche su Ahl El Hijra, un collettivo marocchino attivo a Schaerbeek negli anni 1980, Joachim Ben Yakoub riflette sul modo in cui queste tracce su carta trasmettono la memoria collettiva, non come una storia fissata, ma come qualcosa che è continuamente rivisitato e rielaborato. Questi documenti restano vivi attraverso momenti di riattivazione, dove il passato e il presente si incontrano nella conversazione e nell'esperienza condivisa. Parallelamente, il collettivo Tashattot si basa sul suo lavoro sulla dispersione e la presa in carico collettiva attraverso la regione SWANA e l'Europa, creando spazi dove comunità frammentate si riconnettono e dove nuove forme di raduno emergono. La tavola rotonda esamina come l'editoria colleghi geografie disperse, e come le tracce, i ricordi e i racconti continuino a circolare, a riunirsi e a cambiare senso nel corso del tempo. Con:• Tom Viaene (moderatore) – editore della collezione Trigger al FOMU – Museo della fotografia di Anversa. • Joachim Ben Yakoub – professionista dell'arte attivo nei campi della scrittura, della curatela di mostre e della drammaturgia, impegnato nella ricerca collettiva e l'insegnamento a Bruxelles (L'École de recherche graphique) e ad Anversa (Sint Lucas Antwerpen). • Collectif Tashattot – collettivo socioculturale con base a Bruxelles che mette in relazione artisti e attori culturali della regione SWANA attraverso l'Europa. Trigger #6: Assemblies (2025) Sotto la direzione di Taous Dahmani e impaginato da Fw:Books, quest'opera parte da un postulato semplice ma urgente: « la vita, è la politica, e la politica, è la vita ». A partire da lì, esplora come la collettività prenda forma in un contesto di frammentazione, diaspora ed esistenza precaria. Piuttosto che concentrarsi sullo spettacolare o sugli eventi puntuali, Assemblies si interessa a ciò che lega le cose tra loro in profondità: le infrastrutture del raduno. Dai caffè e gruppi di lettura ai saloni, studi di danza, stadi di calcio e librerie, le « assemblee » sono qui intese come forme quotidiane, spesso invisibili, di azione collettiva.