All'intersezione tra la sua posizione, distaccata dalla produzione artistica, e le riflessioni emerse dalla sua attività, Jean Luc Ducourt accetta la sfida posta dalla conferenza: concepire e definire la danza, formulare il suo percorso attraverso la storia dell'arte – in parallelo con la pittura e la musica –, analizzando la nomenclatura e le convenzioni alla luce del linguaggio contemporaneo. Avendo lavorato per figure tra cui Susan Buirge and Régine Chopinot, ballerino e poi collaboratore artistico della compagnia Rosas, devoto di Merce Cunningham, affronta il concetto di forma dai vari angoli del suo Circonférences du Geste per “esaminare un materiale e le sue possibilità”: il corpo come spazio, lo spazio come corpo.