Ziggy Stardust incontra Frankenstein in un energico concerto teatrale su uomo e tecnologia.
Dopo 'The Great Downhill Journey Of Little Tommy' e 'The Only Way Is Up', Boris Vanseveren e Jonas Vermeulen si cercano di nuovo per una terza produzione di concerto teatrale. Questa volta per una cronaca più ispirata socialmente sull'affascinante ma impegnativo rapporto tra uomo e tecnologia, tra creatore e creazione.
La nostra filosofia del progresso è inesauribile? Quando sbattiamo contro i suoi limiti? Le risposte che l'infinita innovazione produce sono vere soluzioni o sono cibo per nuovi problemi, che ci portano in un vicolo cieco?
In tempi di intelligenza artificiale, machine learning e desiderio di espansione, 'Opus Apparatus' racconta una storia altamente attuale su una comunità di persone appassionate che devono relazionarsi con un'entità da loro non controllabile che hanno creato per caso e che interagisce con loro in modo sempre più stratificato.
Questa tematica i creatori la ritrovano nell'opera di David Bowie, che è stata in gran parte ispirata dalla corsa allo spazio negli anni sessanta, e soprattutto nel suo alter ego Ziggy Stardust. Non solo per la musica, ma l'idea di un profeta che deve portare la salvezza, parla immensamente all'immaginazione. Il 'Frankenstein' di Mary Shelley si collega perfettamente al desiderio di una storia su una creazione umana che prende il sopravvento e segna la rovina.
Una performance musicale ispirata a 'Stop Making Sense' e 'American Utopia' di Talking Heads e David Byrne. Jonas Vermeulen, Boris Van Severen, Ephraïm Cielen, Sarah Yu Zeebroek e Caro Abutoh sono gli umani che si muovono in modo nomade sul palco. Viaggiano attraverso il tempo e lo spazio in una coreografia semplice ma trascinante, e interpretano la loro storia nel loro mondo.
“Look out at your childrenSee their faces in golden raysDon't kid yourself, they belong to youThey're the start of the coming raceThe Earth is a bitch, we've finished our newsHomo Sapiens have outgrown their use”
David Bowie - Oh! You Pretty Things
Concept Boris Van Severen & Jonas Vermeulen | Met Boris Van Severen, Jonas Vermeulen, Ephraïm Cielen, Sarah Yu Zeebroek & Caro Abutoh | Coaching & drammaturgia Louise Van den Eede & Daan Borloo | Lichtontwerp Babette Poncelet | Geluidsontwerp Saul Mombaerts | Videotecnica & videomapping Gertjan Biasino | Kostuumontwerp Joëlle Meerbergen | Visuals Jaak De Digitale (Bart Winckers) | Coordinamento tecnico Nic Roseeuw | Productie Boris Van Severen & Jonas Vermeulen | Coproduzione CAMPO, LOD, Compagnie Cecilia & Perpodium | Con il sostegno della Vlaamse Overheid & la misura Tax Shelter del Belgische Federale Overheid tramite Cronos Invest
Pers
\"Cantiamo sulla vita, e sul dare la vita, in un ambiente dominato da ‘l'apparecchio’. Ma non lasciamo andare i piaceri della vita!\" - Jonas Vermeulen in Knack Focus, 25.11.2025
\"È difficile non cadere nel cinismo quando guardi il mondo oggi. (...) Opus Apparatus è stato per me anche una sorta di esercizio per ritrovare la mia fede nell'umanità.” – Boris Van Severen in De Morgen, 22.11.2025
\"Come riusciamo come umani così spesso a far sì che le nostre creazioni si rivoltino contro di noi? Com'è che è apparentemente umano rendere il nostro ambiente a volte così disumano? Guarda come tutte le nuove evoluzioni sembrano mirate all'individuo. Tutta l'attenzione va al nostro sé stesso. La comunità, quel collettivo di cui parlavo poco fa, quello lo lasciamo andare sempre di più, mentre proprio in quello risiede tutta l'umanità. Penso che l'umanità debba tornare urgentemente al tavolo da disegno. Per cosa stiamo? Cosa significa ora essere umani?\" – Jonas Vermeulen in De Standaard, 21.11.2025